Tusa, il consiglio comunale chiede medici di base per migliaia di cittadini

Su proposta del Vicesindaco, Angelo Tudisca, ieri il consiglio comunale, all’unanimità ha approvato la mozione per richiedere all’ASP di Messina l’assegnazione quanto prima di medici di base nel comune di Tusa, atteso che dopo il pensionamento del Dott. Dimaggio, per affrontare l’emergenza e per non lasciare “scoperti” migliaia di cittadini da questo servizio primario ed essenziale. La Mozione verrà notificata all’Assessorato Regionale alla Sanità, al Direttore dell’Asp Messina e al Direttore del Distretto di Mistretta.

“È inaccettabile che il comune abbia il supporto di un solo Dottore di medicina generale, quando ne necessiterebbero almeno di 3. Una vicenda che non può più andare avanti, soprattutto se si pensa non solo ai tanti malati che versano in condizione precarie e che non posso usufruire delle cure di medici esperti ma anche alla numerosa popolazione anziana che necessita di prescrizioni mediche”, ha comunicato il Vicesindaco, Tudisca, “È pertanto urgente un dialogo assiduo e risolutivo tra tutte le istituzioni responsabili, per non lasciare la popolazione Tusana ed, in particolare, i cittadini delle frazioni soli di fronte a questa emergenza. Siamo molto preoccupati, vista anche la situazione sanitaria del momento e la scarsità di personale medico dovuta anche all’emergenza epidemiologica da Covid ma anche per la distanza che collega il nostro comune dai presidi ospedalieri. Come amministrazione ci siamo da subito adoperati per cercare di trovare una soluzione a questo problema mettendo anche a disposizione dell’ASP anche il locale sottostante la scuola dell’infanzia di Castel di Tusa”.

Da oggi, a Tusa, oltre il Dott. Antonino Serruto, massimalista, i cittadini per un numero pari a 650 possono rivolgersi alla Dott.ssa Angela Serruto. Tutti gli altri cittadini non godono di un servizio essenziale e primario.

«Confidiamo – conclude il vicesindaco – che entro la prima decade di dicembre vengano già nominati i sostituti e possano riprendere le visite ambulatoriali. Ove gli enti competenti dovessero continuare a restare inerti, l’amministrazione è pronta ad intraprendere azioni anche legali ed a rivolgersi al Tribunale del malato».