Una postazione militare sul Castello di Termini Imerese durante la Seconda Guerra Mondiale

Segnaliamo qui per la prima volta un’altra postazione militare, verosimilmente adibita a “Punto di osservazione”, localizzata sui resti del Castello di Termini (da alcuni storici definito anche fortezza), a circa 80 metri dal livello del mare.

 

Da fonti orali attendibili, veniamo a sapere che le vedette della suddetta struttura militare, al termine del loro turno di guardia, dopo aver ricevuto il cambio, rientravano nell’edificio adiacente, oggi non più esistente (Cfr. “La postazione militare del Belvedere di Termini Imerese”), poiché smantellato, probabilmente tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso.

Nello specifico, le incursioni aeree venivano segnalate da una rete di avvistamento: posti di vedetta, centri di raccolta notizie, comandi D.I.C.A.T.; collegamenti telefonici e radiofonici tra i suddetti elementi.

Postazione militare sul Castello di Termini Imerese Ph. Santo Galbo

La sensibilizzazione e la salvaguardia verso le postazioni militari, ossia, le cosiddette Postazioni Circolari Monoarma (P.C.M.), Posti di Osservazione Costieri (P.O.C.), Posti di Blocco Costieri (P.B.C.), Posti di osservazione, Batterie Fronte a mare (F.A.M.), Fronte a terra (F.A.T.), Postazioni scoperte a pozzo e Nuclei fissi e mobili, è stata avviata nel territorio termitano, sin dal 2013, proprio in occasione del 70° anniversario dello sbarco anglo-americano in Sicilia.

Le sopracitate strutture militari, in particolar modo le P.C.M. sparse nell’entroterra e lungo le coste meridionali d’Italia avevano il compito di rallentare un eventuale sbarco nemico, nell’attesa di rincalzi.

Abbiamo chiesto al Dott. Geol. Donaldo Di Cristofalo (1) del “Comitato spontaneo per lo studio delle fortificazioni militari”, di parlarci di ciò che rimane dell’inedita struttura architettonica ricadente nel Castello di Termini Imerese.

«Salendo i molti gradini che dall’ingresso presso la gelateria “Cicciuzzo” conducono alla parte alta del “Castello”, a circa metà del percorso, è possibile osservare i resti di una costruzione, proprio a ridosso della scalinata, sul lato meridionale che guarda verso il S. Calogero.

Postazione militare sul Castello di Termini Imerese Ph. Santo Galbo

Si tratta di pochi resti di almeno due ambienti, una porzione di pavimento di pochi metri quadrati, i monconi di spessi muri in pietra e malta cementizia, ancora visibile una intonacatura e una coloritura sia del pavimento che delle pareti.

Antonio Chiaramonte, classe 1947, attuale Presidente dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (A.N.P.S.), sezione di Termini Imerese, ricorda di passeggiate con suo padre (Filippo Chiaramonte) al Belvedere, quando da piccolo (circa 7 anni di età) lo stesso gli faceva osservare la suddetta struttura, probabilmente a quell’epoca integra.

La sistemazione dell’area, così come la vediamo oggi, risalente verosimilmente agli anni ‘60, comportò la demolizione di tale struttura, così come la sostanziale modifica di tutto il rilievo. Purtroppo non si hanno ad oggi immagini antecedenti ai lavori, in un contesto che vide anche una certa attività estrattiva della roccia carbonatica per la produzione di calce e la successiva urbanizzazione del quartiere.

Ancora meno notizie si hanno sull’utilizzo militare del sito, fermo restando l’indubbio valore del fatto che tale “alto morfologico” consentisse un controllo visivo a 360 gradi del territorio circostante la città, compreso un tratto di mare con un orizzonte più lontano rispetto ai tratti di costa vicini.

E’ invece documentata da foto, l’esistenza di un edificio presso il Belvedere, ma anche qui non ne sono certe le funzioni militari.

In tale contesto Termini Imerese è sede di Comando di una unità di difesa costiera (136° Reggimento Territoriale Mobile – 207^ Divisione di Fanteria Costiera) coadiuvata, tra l’altro, da un treno armato (T.A. 152/1/T) dipendente dalla Regia Marina, nonché da 5 batterie contraerei (4 con pezzi da 90/53 ed 1 con mitragliere da 20mm) e da una piccola unità di mitragliatrici da postazione (519^ Cp. del 105° Btg).

E’ pertanto verosimile che la zona Belvedere – Castello fosse presidiata non foss’altro che per una basilare attività di avvistamento precoce di attività nemica, in particolare dal mare e dall’aria.

Postazione militare sul Castello di Termini Imerese Ph. Santo Galbo

Mentre dal mare non arrivarono mai azioni dirette verso la città ed il suo porto, dall’aria le cose andarono diversamente, con almeno 8 incursioni documentate, con mitragliamenti e bombardamenti aventi come obiettivi principali il porto e la stazione ferroviaria.

Le stesse incursioni su Palermo ebbero talvolta Termini Imerese coma zona di “ingresso” verso il capoluogo, come accadde il 9 maggio 1943, quando diverse centinaia di caccia e fortezze volanti si raggrupparono sul cielo termitano prima di dirigersi sulla città, provocando distruzioni e centinaia di morti e feriti.

Si deve pertanto ritenere che i resti visibili sul Castello riconducano ad un utilizzo da parte di personale territoriale dell’Esercito per attività di osservazione dello spazio aeronavale, con possibilità di trasmissione telefonica e/o radiofonica ai comandi dipendenti. Non documentata l’eventuale presenza di apparati aerofonici, comunque di scarsa efficacia, e ancor meno di apparati radar, il cui modesto utilizzo sull’Isola era comunque appannaggio dei tedeschi.

Si tenderebbe infine ad escludere la presenza di armamento antiaereo, troppo esposto alla reazione nemica, che avrebbe coinvolto le vicine abitazioni civili».

(1) Geologo, già funzionario presso il Comune di Termini Imerese (PA), appassionato di storia militare e membro del “Comitato spontaneo per lo studio delle fortificazioni militari”.

 

Bibliografia e sitografia

Conferenza “Le fortificazioni militari della Seconda Guerra Mondiale nel territorio di Termini Imerese nel 70° anniversario dello sbarco anglo-americano in Sicilia”. Cefalù (PA) il 13 luglio 2013, Caserma “Nicola Botta”.

Giuseppe Longo, “La postazione militare del Belvedere di Termini Imerese”. In “Pagine sul secondo conflitto mondiale in Sicilia e nel Distretto di Termini Imerese”. Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici, Palermo 20213  3 agosto 2017.

Giuseppe Longo, “Le postazioni militari costiere siciliane nel quadro delle operazioni belliche del secondo conflitto mondiale”; “Un’iscrizione militare da salvaguardare nel bunker di contrada Marche a Termini Imerese”; Quando Termini Imerese negli anni Quaranta proteggeva le sue coste con il “Treno Armato”, “Una postazione contraerea in cima al Castello di Termini Imerese”, “Il campo di volo avanzato di Termini Imerese durante la  2^ Guerra Mondiale”. In “Pagine sul secondo conflitto mondiale in Sicilia e nel Distretto di Termini Imerese”, I.S.P.E. Palermo 2021.

Giuseppe Longo 2021, “Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) – Milizia artiglieria marittima”, Cefalunews, 8 aprile.

Giuseppe Longo 2021, “Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) – Milizia Artiglieria Controaerei”, Cefalunews, 30 marzo.

Foto a corredo dell’articolo:  Postazione militare sul Castello di Termini Imerese

Ph. Santo Galbo

Giuseppe Longo
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