Se vuoi mangiare la migliore Frittedda ecco dove devi andare. Vi puoi ammirare le stelle da vicino

Isnello è un piccolo paese a pochi chilometri da Cefalù, incastonato tra le montagne madonite. L’etimologia del suo nome fa pensare a una derivazione dal termine siriano “hassin”, che significa fiume freddo, relativo al fiume che lentamente scorreva alle pendici del monte Carbonara. Un’altra derivazione si ricollega ad alcuni documenti medievali come “asinello” o “rocca dell’asino”: uno di questi attesta la “roccam asini”, mentre un altro parla di “Asinelli Castrum”; del resto, la denominazione araba “al-himar” indica proprio l’asino.

Un pò di storia

Il primo nucleo risale al XIII secolo, i cui resti che componevano il perimetro, sono visibili ancora oggi. Sulla collina più alta, sono individuabili i resti di un castello medievale, probabilmente di matrice normanna, su cui ancora si studia e si sono aperte diverse controversie.

Il centro astronomico Gal Hassin

Isnello seppur nelle sue piccole dimensioni ha attirato negli anni l’attenzione turistica, sia per la vitalità con cui si mantiene fede alle tradizioni popolari del borgo, sia per le nuove strade intraprese dal turismo. Sì, perché Isnello da qualche anno è diventata meta del turismo astrofisico, sicuramente aiutata dalla presenza del Gal Hassin, centro astronomico di tutto rispetto. In realtà la scelta di installare un Parco astronomico proprio a Isnello non è stata casuale: infatti, l’oscurità che pervade quest’area permette di osservare il cielo e le stelle senza alcun disturbo visivo. Questo ha contribuito per di più a conferirgli, unitamente alla Chiesa della Santissima Annunziata il riconoscimento di “Starlight Stellar Park”. Il successo riscosso dalla presenza del Gal Hassin ha condotto alla realizzazione di una piccola riproduzione del sistema solare lungo il corso del paesino, una piantina all’aperto che permette di conoscere anche la distanza tra i pianeti tra loro e rispetto al sole.

La Chiesa della Santissima Annunziata si trova in prossimità dei resti del castello di cui si parlava. È una chiesa medievale, si trova a circa un chilometro dal parco astronomico e ospita due elementi che la rendono unica nel circondario: l’orologio solare realizzato sulla facciata della Chiesa da Giovanni Paltrinieri, famoso gnomonista di Bologna che da decenni si occupa proprio della realizzazione di orologi solari e meridiane; e un pendolo di Foucault installato sul campanile dal professore Romano Serra, dell’Università di Bologna.

Da non perdervi la Frittedda

Ogni anno, a fine aprile si tiene la Sagra della “Frittedda”, che prevede fave e piselli, insieme a carciofi e finocchietto selvatico cucinati in grosse pentole, con olio evo locale; infine viene offerta con vino e crostini di pane.