Sicilia ancora nella morsa degli incendi: 16 roghi da Trapani a Ragusa, mobilitati anche i canadair

Un’altra giornata di fuoco per la Sicilia. Domenica 13 luglio 2025 si chiude con un bilancio preoccupante: ben 16 incendi divampati nel giro di poche ore, da Trapani a Ragusa, con il coinvolgimento di numerose squadre della Protezione Civile, del Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco, supportate anche da mezzi aerei.

Nel Trapanese, l’allarme è scattato già dalle prime ore della mattinata. Le fiamme si sono propagate in contrada Giampironi e contrada Mola a Buseto Palizzolo, dove è stato necessario l’intervento di ben due canadair per tenere sotto controllo i fronti di fuoco. Altri focolai sono scoppiati ad Alcamo, nelle contrade Sasi e Valle Nuccio, e a Valderice in contrada Crocevie. Incendi anche a Fulgatore, Mazara del Vallo (in località Capo Feto) e a Castellammare del Golfo, nei pressi del Castello di Baida. Le fiamme hanno lambito anche Calatafimi, in contrada Mango.

Il fuoco non ha risparmiato neanche il Palermitano, dove si è reso necessario l’intervento delle squadre antincendio a Misilmeri e lungo la strada statale a Partinico, con la vegetazione andata in fumo sotto un sole rovente.

Spostandosi a sud, la situazione non migliora. Nel Ragusano, roghi sono stati segnalati a Vittoria, tra le provinciali 18 e 20, e a Santa Croce Camerina lungo la SP20. Un fronte complesso, che ha richiesto ore di intervento per evitare il peggio.

Allarme anche nel Siracusano: a Melilli, le fiamme sono divampate in contrada Biggemi, estendendosi pericolosamente tra Città Giardino e Priolo. Un altro focolaio è stato registrato a Pachino, in zona Forte Village a Marzamemi, vicino alla costa, dove l’intervento è stato tempestivo per evitare che il fuoco raggiungesse abitazioni e strutture turistiche.

L’estate 2025 si conferma così tra le più impegnative sul fronte incendi per la Sicilia, messa in ginocchio da ondate di calore, terreni aridi e vento. E anche a Cefalù, dove nelle scorse settimane si sono registrati roghi nella zona collinare, l’attenzione resta altissima.

La raccomandazione delle autorità è chiara: massima prudenza, anche nei gesti più piccoli. In un territorio fragile come quello siciliano, basta una scintilla per trasformare un paesaggio in cenere. E ogni giornata come questa è un campanello d’allarme che non possiamo più ignorare.