Un momento di grande emozione e di orgoglio per Cefalù: durante la storica udienza in Vaticano tra Papa Leone XIV e Re Carlo III d’Inghilterra, il Pontefice ha donato al sovrano una riproduzione del mosaico del Cristo Pantocratore che domina l’abside della Cattedrale normanna di Cefalù, uno dei capolavori assoluti dell’arte bizantina in Europa.
L’incontro, avvenuto nella mattinata di oggi giovedì 23 ottobre 2025, è stato un evento di portata storica: non accadeva da cinque secoli che il capo della Chiesa anglicana incontrasse il Papa in forma ufficiale.
Un dono che parla di fede, arte e Sicilia
La scelta del Cristo Pantocratore di Cefalù come dono pontificio non è casuale. Quel volto solenne e misericordioso, simbolo universale di potenza divina e umanità, rappresenta la perfetta sintesi tra spiritualità cristiana e splendore artistico.
Il mosaico originale, realizzato da maestranze bizantine nel XII secolo per volere del re Ruggero II, è uno dei più antichi e meglio conservati dell’intero bacino mediterraneo.
Con il suo sguardo che abbraccia e giudica, il Cristo Pantocratore è diventato il simbolo della Cattedrale di Cefalù e dell’identità stessa della città, patrimonio mondiale dell’UNESCO insieme al Duomo di Monreale e a quello di Palermo.
Ora, una riproduzione fedele realizzata nei laboratori del Vaticano porterà quel volto anche nelle stanze reali d’Inghilterra, come segno di dialogo, bellezza e riconciliazione tra le Chiese.
Una visita che segna la storia
Re Carlo e la regina Camilla sono stati accolti nel Cortile di San Damaso da mons. Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, e dal picchetto d’onore delle Guardie Svizzere Pontificie.
Nella Biblioteca privata del Pontefice, Papa Leone XIV ha salutato il sovrano con un “Benvenuto” (“Welcome”), a cui Carlo ha risposto con entusiasmo: “Sono entusiasta” (“Thrilled”).
Dopo il colloquio privato e lo scambio dei doni – una fotografia d’argento e un’icona di Sant’Edoardo il Confessore da parte del re, il mosaico cefaludese da parte del Papa – i due leader hanno compiuto un gesto destinato a entrare nei libri di storia: una preghiera comune nella Cappella Sistina.
L’armonia dei cori e la preghiera condivisa
Nella maestosa cornice affrescata da Michelangelo, Papa Leone XIV e re Carlo hanno pregato insieme, accompagnati dal coro della Cappella Sistina, da quello di St. George’s Chapel del Castello di Windsor e dai bambini del coro reale di St. James Palace.
Un momento di profonda unità spirituale tra cattolici e anglicani, suggellato dal canto dei salmi e da un silenzio carico di significato: dopo cinque secoli di distanza, i successori di Pietro e della Corona britannica si sono ritrovati fianco a fianco nella preghiera.
Orgoglio e riflesso per Cefalù
Per Cefalù, la notizia del dono pontificio è motivo di profondo orgoglio. Il Cristo Pantocratore, che da quasi novecento anni illumina la Cattedrale, sarà ora anche simbolo di un ponte spirituale tra Roma e Londra.
Un riconoscimento che rilancia l’immagine internazionale della città normanna, già meta di pellegrinaggi, turismo culturale e studi artistici.
Un legame che unisce popoli e culture
Il mosaico di Cefalù, da secoli simbolo di incontro tra Oriente e Occidente, trova oggi un nuovo significato nel dialogo tra cattolici e anglicani.
Da Cefalù al Vaticano, fino a Buckingham Palace, lo stesso sguardo del Cristo Pantocratore continuerà a unire, a parlare di pace e a ricordare che – come nelle intenzioni di Ruggero II – la vera grandezza è quella che illumina, non quella che divide.
Foto Vatican Media/SIR















