Il Segreto del Re conquista Amazon: parla l’autore Mario Macaluso

Cefalù – C’è un romanzo che sta sorprendendo l’Italia. Si chiama Il Segreto del Re e porta la firma di Mario Macaluso, autore, insegnante e instancabile promotore culturale. In pochi giorni il libro è volato al secondo posto nella classifica dei Bestseller Amazon nella categoria Fantascienza – Storia alternativa, subito dietro a Ilaria Tuti e davanti a Marco Buticchi, due nomi simbolo della narrativa italiana contemporanea. Un traguardo che ha il sapore della sfida e della poesia, perché arriva da un autore indipendente, da una città che è al tempo stesso luogo e mito: Cefalù.

D. Mario, cominciamo dal dato più evidente: “Il Segreto del Re” è oggi tra i romanzi più letti d’Italia. Che effetto le fa vedere il suo libro accanto a nomi come Ilaria Tuti e Marco Buticchi?

R. È una gioia profonda, ma non tanto per la posizione in classifica. Quello che mi emoziona davvero è pensare che dietro ogni copia venduta ci sia un lettore che ha voluto camminare dentro Cefalù, tra le sue pietre e i suoi silenzi. Essere accanto ad autori di fama nazionale come la Tuti o Buticchi è un riconoscimento che non riguarda solo me, ma la mia città. Il Segreto del Re nasce da qui, e ogni sua pagina è intrisa di questa terra, del mare, della luce che la abita.

D. Cefalù è la vera protagonista del romanzo. Perché questa scelta?

R. Perché Cefalù non è solo uno scenario: è un’anima. È il luogo dove la storia incontra il mistero, dove le pietre parlano, dove il passato non smette mai di respirare. Ho sempre pensato che la nostra città fosse un libro aperto, e scrivere Il Segreto del Re è stato come leggere a voce alta le sue pagine più nascoste. Ho immaginato che Ruggero II non avesse lasciato solo un Duomo e un sogno di potere, ma anche un segreto capace di attraversare i secoli.

D. Il romanzo intreccia storia, spiritualità e fantasia. Come è riuscito a trovare l’equilibrio tra questi elementi?

R. La storia ci dà le fondamenta, ma la spiritualità è ciò che la rende viva. Io non scrivo per spiegare, ma per evocare. Ogni re, ogni monaco, ogni viandante del romanzo porta dentro di sé una domanda che riguarda tutti noi: che cosa resta del potere, della fede, della conoscenza, quando il tempo passa? L’immaginazione mi ha permesso di colmare i silenzi della Storia, di dare voce a ciò che i documenti non raccontano.

D. Si parla molto del suo linguaggio, definito “alto e profondo”. Lei scrive con una prosa densa, quasi poetica. È una scelta consapevole?

R. Sì, perché credo nella parola come atto sacro. Ogni frase, per me, deve respirare. Amo la lingua italiana quando riesce a essere limpida e insieme solenne. Vengo da una terra dove ogni parola ha un peso, una musica, una radice. Nel romanzo ho cercato di restituire questa sonorità antica, di dare alla prosa un ritmo che ricordasse il respiro delle pietre e delle onde. Scrivere, per me, è un modo per pregare e per ricordare.

D. C’è un’immagine nella copertina del libro che è diventata iconica: il viandante con il saio che cammina tra la Cattedrale e la Rocca. Chi è quell’uomo?

R. È ognuno di noi. È il pellegrino che cerca la verità, l’uomo che attraversa la Storia per ritrovare la propria fede. È anche la metafora del mio stesso viaggio come autore. Scrivere Il Segreto del Re è stato un cammino interiore, un andare incontro al mistero. Quel viandante è la parte di noi che non smette di domandare.

D. Il libro è uscito in edizione indipendente e sta conquistando lettori in tutta Italia. È la prova che la qualità può vincere anche fuori dai grandi circuiti editoriali?

R. Credo di sì. Oggi più che mai la libertà è la vera forza di uno scrittore. L’indipendenza ti permette di essere autentico, di non dover piegare la tua voce a logiche di mercato. Il successo di Il Segreto del Re dimostra che i lettori cercano verità, non mode. E quando una storia è sincera, trova sempre la sua strada.

D. Lei ha già pubblicato altri libri, ma questo sembra segnare una svolta nella sua carriera. Che cosa rappresenta per lei questo romanzo?

R. È la mia dichiarazione d’amore per Cefalù. Ogni pagina nasce dal desiderio di restituire qualcosa alla mia città: la memoria, la bellezza, la consapevolezza che siamo custodi di un’eredità immensa. Scrivere questo libro è stato come accendere una luce nella notte del tempo.

D. E adesso? Dopo questo successo, quale sarà il prossimo passo?

R. Continuare a scrivere. Continuare a raccontare la Sicilia e i suoi segreti. Ogni storia è un tassello di un mosaico più grande. Il Segreto del Re è solo l’inizio di un viaggio che spero possa continuare a unire i lettori intorno a ciò che di più vero abbiamo: la nostra identità, la nostra memoria, la nostra parola.

D. In una frase, come definirebbe il suo romanzo?

R. Un cammino nel tempo, alla ricerca di ciò che non muore mai: la verità.

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