Lucia Goracci è la Giornalista della Pace 2025: il Festival del Cinema di Cefalù premia una voce che non tradisce mai la verità

Cefalù celebra una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano. Lucia Goracci è la Giornalista della Pace 2025 del Festival del Cinema di Cefalù, un riconoscimento che nasce per illuminare quelle voci capaci di raccontare la guerra senza piegarsi alla retorica, portando in primo piano non la spettacolarizzazione del conflitto ma la dignità ferita di chi lo subisce. In questo orizzonte, il nome di Goracci è molto più di una scelta: è una necessità culturale.

Da oltre vent’anni Lucia Goracci attraversa frontiere che la maggior parte delle persone conosce solo attraverso le mappe o i notiziari. Lei, invece, vi arriva dentro, in mezzo alle macerie, tra i civili che sopravvivono ai bombardamenti, nei villaggi che resistono allo sgretolarsi della normalità. La sua presenza nei luoghi più difficili del mondo non si è mai esaurita in un gesto professionale. È un impegno umano, una responsabilità quotidiana, la voce di chi non ha voce.

Per questo la motivazione del premio del Festival del Cinema di Cefalù non è solo un tributo, ma il ritratto fedele di una reporter che ha trasformato il giornalismo in una forma attiva di testimonianza civile. Il Festival le riconosce «il coraggio di attraversare i confini più fragili del mondo scegliendo sempre di stare dove la verità è più difficile da raccontare», e ancora «la capacità di restituire dignità ai popoli feriti dalla guerra», portando agli occhi di tutti ciò che molti non possono o non vogliono vedere. È una motivazione che raccoglie, in poche righe, l’essenza di una carriera spesa cercando la verità nei luoghi in cui la verità è più scomoda.

Lucia Goracci è una delle inviate di guerra più autorevoli del giornalismo italiano. Già corrispondente e responsabile della sede RAI di Istanbul, oggi inviata del TG3, segue da vent’anni i principali teatri di guerra del Medio Oriente e, più recentemente, i fronti del conflitto contro l’ISIS. La sua carriera è segnata dalla capacità rara di trovarsi sempre nel cuore degli eventi quando la storia accelera, scegliendo di raccontarla da vicino, spesso in condizioni estreme.

Tra i pochissimi giornalisti internazionali entrati a Kobane durante l’assedio, ha documentato dall’interno la resistenza curda al califfato, seguendo poi la liberazione di Raqqa e di Baghouz. Per la Rai ha attraversato le città europee colpite dal terrorismo jihadista – Parigi, Nizza, Bruxelles, Istanbul – restituendo la dimensione umana dello shock e della paura. Nel 2016 è l’unica reporter italiana nella cittadella di Aleppo e a Palmira subito dopo la liberazione dal califfato, e segue dal primo all’ultimo giorno l’intera offensiva per liberare Mosul, da ottobre 2016 a luglio 2017.

In Turchia documenta il golpe fallito e realizza una delle poche interviste internazionali con il presidente Erdogan, un’esclusiva italiana di enorme valore giornalistico. Nell’agosto 2020 è tra le prime giornaliste al porto di Beirut dopo l’esplosione delle 2.750 tonnellate di nitrato d’ammonio, raccontando anche le proteste che scuotono il Paese nei giorni successivi.

Nell’agosto 2021 segue la fine della missione NATO in Afghanistan e l’attentato terroristico all’aeroporto di Kabul, per poi tornare nel Paese nei mesi successivi, percorrendolo da nord a sud per documentare dall’interno l’emirato islamico talebano in una serie di reportage esclusivi. Nel gennaio 2023 è a Brasilia durante l’assalto ai palazzi istituzionali da parte dei sostenitori dell’ex presidente Bolsonaro, e nel giugno dello stesso anno torna in Iran – tra i primi media internazionali ammessi dopo la repressione – per raccontare la disobbedienza civile delle donne iraniane.

La sua attività di inviata nei principali scenari di crisi del mondo contemporaneo le è valsa numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Antonio Russo, il Premio Ilaria Alpi, il Premio Luigi Barzini, il Premio Maria Grazia Cutuli, il Premio Luchetta, il Premio Biagio Agnes, il Premio Mario Francese, il Premiolino e il Premio Eugenio Scalfari.