Un incontro di fede, istituzioni e servizio alla comunità
Nella Basilica Cattedrale di Cefalù (le foto sono di Salvo Ciano), patrimonio di fede e di arte normanna, si è celebrata questa mattina la Festa di Maria Santissima Virgo Fidelis, celeste Patrona dell’Arma dei Carabinieri. La liturgia è stata presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù, che ha rivolto parole di paterna vicinanza alle donne e agli uomini dell’Arma, riconoscendone la dedizione silenziosa e fedele a servizio del bene comune.
Durante la celebrazione, il Capitano della Compagnia Carabinieri di Cefalù, Cap. Marco Merola, ha offerto al Vescovo un prezioso e raffinato quadro raffigurante Maria Santissima Virgo Fidelis, dono carico di simbolo e gratitudine. L’opera, espressione di profonda devozione, intende sottolineare il legame spirituale che unisce l’Arma dei Carabinieri alla Vergine Fedele, sua Patrona dal 1949.
Alla cerimonia erano presenti i Carabinieri in servizio e in congedo, insieme ai rappresentanti delle altre Forze Armate, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto, dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale e della Polizia Municipale, testimoniando l’unità delle istituzioni nel segno dei valori di legalità, servizio e tutela del cittadino.
Presenti Sindaci e e amministratori dei Comuni appartenenti al territorio della Compagnia di Cefalù.
Da sottolineare la presenza delle rappresentanti delle Istituzioni Scolastiche
Nel suo intervento, Mons. Marciante ha ricordato come la fedeltà sia “la radice silenziosa di ogni vocazione”: nella vita cristiana, nel servizio istituzionale e nella quotidianità delle relazioni umane. Una fedeltà che trova nella figura di Maria, la Virgo Fidelis, il suo modello più limpido e inesauribile.
L’assemblea ha reso grazie per l’opera preziosa dei Carabinieri, riconoscendo nel motto “Nei secoli fedele” non solo una eredità storica, ma una promessa mantenuta ogni giorno, spesso nel silenzio e talvolta nel sacrificio.
Storia della Virgo Fidelis
Il titolo “Virgo Fidelis” – Vergine Fedele – appartiene alla tradizione delle Litanie Lauretane ed è attestato già tra XI e XII secolo. Esso sintetizza l’intera missione di Maria: donna totalmente dedita alla volontà di Dio, fedele nell’ascolto, nella perseveranza, nella disponibilità umile e nel suo ruolo unico di Madre del Redentore e Corredentrice.
La fedeltà di Maria attraversa tutta la sua esistenza: dalla nascita senza peccato originale alla collaborazione piena con Cristo nell’opera della salvezza. Nel Mistero dell’Incarnazione, Maria diviene Madre di Dio; sul Calvario, accogliendo le parole di Gesù – “Ecco tuo figlio” – diventa Madre di tutti gli uomini, consolatrice e rifugio nei momenti di prova.
Il legame tra la Virgo Fidelis e l’Arma dei Carabinieri nasce nel secondo dopoguerra, per iniziativa dell’Ordinario Militare d’Italia, Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, e del p. Apolloni S.J. Un concorso artistico portò alla realizzazione dell’iconica immagine della Vergine che, illuminata da una lampada, legge le parole dell’Apocalisse: “Sii fedele sino alla morte” (Ap 2,10).
Il titolo, perfettamente armonico con il motto dell’Arma, “Nei secoli fedele”, fu riconosciuto ufficialmente da Papa Pio XII, che l’8 dicembre 1949 proclamò Maria Patrona dei Carabinieri e fissò la festa al 21 novembre, in coincidenza con la Presentazione di Maria al Tempio e con la memoria eroica della battaglia di Culqualber (1941).
Da allora, la Virgo Fidelis è per i Carabinieri simbolo luminoso di fedeltà, servizio e custodia del bene comune.
















