Nel corso di una celebrazione intensa e partecipata con tutte le Forze dell’Ordine, il Vescovo di Cefalù, S.E. Mons. Giuseppe Marciante, ha voluto elevare il suo pensiero a tutte le figure luminose che hanno segnato la storia della nostra patria e della nostra Chiesa. Tra queste, il presule ha ricordato con particolare forza e gratitudine l’eroico sacrificio del Vicebrigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto, indicandolo come modello sommo di carità cristiana, fedeltà alle istituzioni e amore per il prossimo fino al dono della vita.
Il sacrificio di un uomo giusto
Salvo D’Acquisto, giovane napoletano arruolato nell’Arma a soli 19 anni, si trovava il 23 settembre 1943 a Torrimpietra, nei pressi di Roma. In seguito a un’esplosione accidentale che provocò la morte di due soldati tedeschi, ventidue civili innocenti vennero rastrellati per rappresaglia. In quell’ora drammatica, D’Acquisto, pur essendo del tutto estraneo ai fatti, decise di dichiararsi unico responsabile, assumendo su di sé una colpa che non aveva, per salvare vite che non conosceva. Condotto al luogo dell’esecuzione, affrontò la fucilazione con la serenità di chi sa che il bene esige talvolta il prezzo più alto.
La sua morte, già allora riconosciuta come atto supremo di sacrificio cristiano, rimane una delle pagine più nobili della storia italiana del Novecento.
La voce del Vescovo: un appello forte e condiviso
Durante l’omelia, Mons. Marciante ha pronunciato parole che hanno risuonato come un mandato morale per tutta la comunità:
Il sacrificio di Salvo D’Acquisto non è solo un gesto eroico, ma un vero atto di carità evangelica.
Con voce ferma, il Vescovo ha sottolineato che il cammino verso il riconoscimento ecclesiale dell’eroicità delle virtù non è soltanto una procedura canonica, ma un servizio al popolo di Dio, chiamato a riscoprire figure capaci di ispirare le nuove generazioni.
Un appello che parte da Cefalù e parla al Paese
Cefalù, città da sempre attenta ai temi della memoria civile e del discernimento cristiano, fa dunque da cassa di risonanza a un desiderio condiviso da molti fedeli e da numerose istituzioni: vedere riconosciuta ufficialmente la santità vissuta nel quotidiano e compiuta in un gesto di assoluta gratuità.
L’intervento del Vescovo Marciante si colloca in un tempo in cui la società cerca esempi limpidi, figure capaci di unire e non dividere, di insegnare che la dignità dell’uomo è inviolabile. Salvo D’Acquisto, con la sua giovane vita offerta, continua a parlare alle coscienze e a illuminare con la sua testimonianza il cammino della pace e della responsabilità.














