Ogni 8 dicembre, a mezzogiorno, Cefalù si raccoglie davanti alla Chiesa di San Pasquale Baylón per uno dei momenti più attesi della festa dell’Immacolata: l’Omaggio Floreale alla statua della Madonna che veglia dall’alto della sua grande colonna. Quest’anno il rito celebra un traguardo speciale: 25 anni. Venticinque anni di fiori che salgono verso Maria, di canti, di silenzi carichi di attesa, di un gesto nato nel 2000 e diventato nel tempo una delle immagini più riconoscibili della devozione mariana della città.
Sgalambro e la scelta del luogo
La decisione di collocare l’Omaggio Floreale davanti alla Chiesa di San Pasquale Baylón non fu né improvvisata né casuale. Il vescovo Francesco Sgalambro, uomo di profonda spiritualità mariana, conosceva bene il linguaggio dei luoghi sacri e il modo in cui un ambiente può parlare al cuore di una comunità. Quando arrivò a Cefalù nel 2000, pochi mesi prima di quel primo gesto destinato a diventare tradizione, visitò a lungo le chiese cittadine per comprenderne la storia, la vocazione e il rapporto con la popolazione.
Fu proprio in quei giorni che riconobbe immediatamente nella Chiesa di San Pasquale non solo un tempio francescano, ma un luogo mariano a tutti gli effetti, impregnato di un amore verso la Madonna che trasudava da ogni altare, da ogni nicchia, da ogni affresco. La presenza della Madonna delle Grazie al centro del presbiterio, la piccola Immacolata del 1768, gli affreschi dell’Incoronazione della Vergine, la custodia eucaristica decorata come una teologia scolpita in legno: tutto parlava di Maria.
Per un vescovo così intimamente legato alla figura dell’Immacolata, questa chiesa non apparve come una scelta possibile, ma come una scelta inevitabile. La guardò, la ascoltò, la respirò, e capì che proprio lì, davanti a quella colonna che già da sola si alzava verso il cielo, doveva nascere il nuovo gesto di devozione della città. Non cercò il Duomo, non cercò luoghi più centrali o monumentali: cercò il luogo che parlava di Maria in modo più diretto e più vero.
San Pasquale aveva qualcosa che colpì profondamente Sgalambro: la semplicità francescana, la bellezza silenziosa, la presenza quotidiana tra la gente del quartiere, la capacità di custodire una devozione antica pur restando un luogo accessibile, popolare, vivo. Qui il vescovo sentì un legame immediato, quasi istintivo, e fu questo legame a suggerirgli che il rito doveva svolgersi proprio ai piedi della grande statua dell’Immacolata, posta sulla colonna alta che guarda la città e abbraccia con lo sguardo la casa di riposo Genchi Collotti.
Quando decise di introdurre l’Omaggio Floreale, non lo fece semplicemente “in un luogo adatto”, ma nel luogo che per lui più intensamente custodiva la presenza della Madonna. E da quella scelta, maturata in pochi istanti ma figlia di una profonda devozione personale, nacque la nuova tradizione mariana che oggi compie 25 anni.
L’8 dicembre del 2000
Il primo Omaggio Floreale avvenne l’8 dicembre del 2000. Quella mattina la scala dei Vigili del Fuoco venne posizionata accanto alla colonna dell’Immacolata. La scala, agganciata al camion, iniziò a sollevarsi lentamente.
Sgalambro, con un mazzo di fiori tra le mani, salì fino ad arrivare davanti all’Immacolata. La folla osservava in silenzio, trattenendo il respiro. Era una scena che nessuno aveva mai visto: il vescovo, sospeso tra terra e cielo, mentre il vento muoveva appena la sua veste; i pompieri che lo seguivano con prudenza e rispetto; la statua dell’Immacolata che sembrava chinarsi verso di lui.
Arrivato in alto, il vescovo si fermò a pochi centimetri dal volto della Madonna. Rimase così, immobile, raccolto in una preghiera intensa, portando idealmente con sé le speranze, le richieste e i dolori della città. Quell’immagine, il vescovo e la Madonna così vicini, si impresse nella memoria di tutti i presenti.
Quando depose i fiori, un lungo applauso esplose dalla piazza, accompagnandolo durante tutta la discesa. Era nato un rito. Era nata una tradizione che avrebbe segnato l’8 dicembre di Cefalù per sempre.
Dalla scala al gesto meccanizzato
Per anni, Sgalambro ripeté personalmente il gesto, salendo ogni 8 dicembre sulla scala dei Vigili del Fuoco. Anche il suo successore, mons. Manzella, visse più volte quell’esperienza intensa.
La meccanizzazione del rito arrivò solo in seguito, non perché i vescovi non volessero più salire, ma per ragioni di sicurezza e praticità: la colonna è alta, la folla sempre più numerosa, e serviva un metodo stabile e visibile a tutti. E così per qualche anno sulla scala fino a raggiungere l’Immacolata salirono solo i Vigili del fuoco.
Alla fine si introdusse un sistema semplice: una cordicella che aggancia il mazzo di fiori e lo solleva lentamente fino a Maria. Il gesto cambiò forma ma non anima. L’offerta continua a salire verso l’Immacolata sotto gli occhi commossi della comunità.
La statua e il nuovo Stellario
La grande statua dell’Immacolata è posta su una colonna imponente, che domina la piazzetta e veglia su tutta la città. Nel 2022 la statua è stata impreziosita da un nuovo Stellario, realizzato dal prof. Emilio Triolo grazie al contributo spontaneo dei fedeli. Le dodici stelle cromate, forgiate in ferro per resistere al tempo e alla salsedine, circondano ora il capo della Madonna in un abbraccio luminoso. Lo Stellario, installato pochi giorni prima dell’Immacolata, è stato presentato ufficialmente alla comunità nel corso della festa. È un dono della città alla sua Patrona, un segno di continuità tra devozione popolare e cura della bellezza.
Il rito che unisce la città
A mezzogiorno dell’8 dicembre, il quartiere di San Pasquale si anima come un piccolo santuario a cielo aperto. Arrivano i fedeli, le famiglie, le autorità cittadine, i bambini con gli occhi pieni di stupore. I Vigili del Fuoco preparano la corda, il vescovo si colloca davanti alla colonna, il canto mariano si alza.
Poi il mazzo di fiori inizia a salire. Tutti gli sguardi lo seguono lentamente, come se in quel movimento ascendente si potessero leggere le preghiere della città. Quando i fiori raggiungono la statua, la piazza esplode in un applauso spontaneo. È lo stesso applauso che nacque nel 2000, e che continua a vibrare ogni anno con la stessa intensità.
Un gesto che parla ancora oggi
L’Omaggio Floreale è un rito giovane con un’anima antica. Ricorda la semplicità dei gesti popolari di un tempo, ma parla con la forza dei simboli più profondi. Ogni 8 dicembre, anche solo per un istante, Cefalù si ferma e guarda in alto, verso la sua Immacolata.
E dopo 25 anni quel gesto nato su una scala dei Vigili del Fuoco continua a raccontare chi siamo: una comunità che trova nel dono, nella memoria e nella preghiera un punto di luce che non si spegne.















