Intervista a Melita Gennuso Direttrice del Coro della “Serenata a Maria” XXXVIII edizione che si celebra a Cefalù (Foto)


Alla vigilia della Festa dell’Immacolata, nella Parrocchia del SS. Salvatore alla Torre di Cefalù, guidata dai Padri Giuseppini del Murialdo con parroco don Alessandro Palladino, si è tenuta la XXXVIII edizione della tradizionale “Serenata a Maria”. Presenti i parroci delle comunità cittadine e le autorità civili. Quest’anno il testo è stato curato da Stefania Cerami, che ha saputo intrecciare con finezza evangelica la Parola e gli avvenimenti che segnano il nostro tempo.
Abbiamo incontrato Melita Gennuso, direttrice storica del coro (ha diretto tutte le edizioni), per raccogliere emozioni, visioni e gratitudine.

Melita, qual è il messaggio che questa edizione della Serenata ha voluto consegnare alla comunità?

La risposta alla realizzazione di questo sogno arriva, alla fine, da una voce sola: “Io non posso immaginare un mondo fatto tutto di miserie, un mondo d’odio e di paura, dove i fratelli uccidono i fratelli. Io non posso immaginare un mondo così grigio e per questo, nonostante tutto, continuo a credere nell’uomo”. Dietro queste parole si staglia l’immagine potentissima di Maria che abbraccia Caino. È un simbolo che parla di misericordia più grande del peccato, di una Madre che non smette mai di stringere i figli, anche quelli feriti e feritori.

La Serenata è sempre un momento di grande partecipazione. Come ha risposto quest’anno la comunità?

La Serenata di quest’anno ha coinvolto bambini, ragazzi, mamme, papà, nonni e nonne. E in quell’abbraccio di Maria ci stavamo tutti. Durante le settimane di preparazione abbiamo portato la nostra vita intera, con le sue gioie e le sue fatiche. Abbiamo camminato e cantato come una “ben unita famiglia”. È questo il miracolo più semplice e più vero che ogni anno si rinnova.

Dietro un evento così corale c’è sempre un grande lavoro. Chi desidera ringraziare?

Un applauso va a tutti i coristi, che hanno cantato con il cuore, senza risparmiare emozioni. Un grazie sincero ai tecnici del suono e delle luci: hanno saputo mettere in risalto ogni momento della Serenata, creando un clima di riflessione e preghiera che ha accompagnato il testo e la musica con grande delicatezza.

Un’ultima parola per la Parrocchia che ospita questa Storica Tradizione

Un grazie ai Padri Giuseppini, che custodiscono questo momento prezioso nato con padre Antonio Guerra. Sulle orme del Murialdo, ci ha invitati a essere “arcidevotissimi di Maria”. La loro presenza, discreta e paterna, continua a rendere la Serenata un dono spirituale per tutta la città.

Impeccabile la Regia di Salvatore Cerami, e le luci curate da Daniele Cerami. Le musiche curate da Matteo Cerami.

Grazie, questa intervista ci restituisce il sapore di una tradizione viva, capace di attraversare le generazioni e di parlare al cuore dell’uomo, proprio alla vigilia della festa che illumina l’Avvento: l’Immacolata Concezione. Grazie ancora e complimenti.