Hai un talento che non trova spazio? Il 2 gennaio a Cefalù una prova aperta sul Natale

Non uno spettacolo, ma una prova aperta sul Natale per chi ha una voce, una storia, una musica da condividere

Il Natale che resta

Ci sono talenti che restano nascosti non perché non esistano, ma perché non trovano uno spazio, soprattutto quando il tempo del Natale sembra già passato. Voci che cantano solo tra le mura di casa, poesie custodite nei quaderni, storie raccontate a bassa voce, musiche provate in silenzio, gesti semplici che non diventano mai gesto pubblico. Eppure ci sono. Sono tanti. Sono ovunque, anche a Cefalù e nel suo territorio.

Una prova aperta

Il 2 gennaio, a Cefalù, nasce un’occasione diversa dal solito. Non uno spettacolo, non una rassegna, non un evento da guardare. Ma una prova aperta sul Natale, pensata come una chiamata rivolta a chi sente di avere qualcosa da condividere. Si chiama “90 minuti per il nostro augurio” ed è un tempo vero, costruito insieme, in cui il Natale non si racconta soltanto, ma si prova.

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Cosa sai fare

Sai cantare, anche senza essere un cantante? Sai recitare una poesia o leggere un testo che ami? Hai una storia di Natale, un ricordo, una memoria che merita ascolto? Suoni uno strumento e non trovi quasi mai il contesto giusto per farlo? Scrivi, disegni, improvvisi, componi parole o immagini? Vuoi condividere una preghiera, una riflessione, un pensiero di augurio? Hai un gesto simbolico, semplice, essenziale, che senti tuo?
Questa prova è aperta proprio a tutto ciò che spesso non trova un luogo.

Uno spazio che mancava

“90 minuti per il nostro augurio” nasce per dare spazio a talenti silenziosi, a linguaggi diversi, a forme espressive che non rientrano nei format tradizionali. Qui non si chiede di essere perfetti, né di esibirsi. Si chiede di esserci, di mettersi in gioco, di condividere qualcosa di vero. È un Natale vissuto attraverso le persone, non attraverso una scena.

Una prova vera

Sarà una prova condivisa, non un’improvvisazione. Un momento costruito con cura, rispetto e ascolto. Soci dell’Associazione, coristi, amici, persone vicine e chiunque desideri partecipare potranno intervenire portando una piccola performance personale, nel modo che sentono più autentico. Non c’è competizione, non c’è giudizio. C’è serietà, partecipazione e attenzione reciproca.

Uno sguardo che va oltre

Questa esperienza non si esaurisce nel giorno del 2 gennaio. La prova settimanale della Corale dell’Associazione Siciliana Musica per l’Uomo diventa, in questo tempo, uno spazio aperto: a chi canta senza aver mai fatto parte di un coro, a chi ha una voce che non ha ancora trovato un gruppo, a chi ama la musica ma non ha mai avuto il coraggio di provarci. Ma anche a chi scrive testi, recita poesie, racconta storie, suona, compone, disegna, prega, riflette, custodisce una parola o un gesto che merita ascolto. È un segnale chiaro di futuro: l’Associazione vuole essere sempre più un luogo in cui i talenti del territorio possano incontrarsi e crescere insieme.

Serietà e partecipazione

È importante dirlo con chiarezza: non sarà un momento lasciato al caso. È una prova, e come tale va preparata. Chi desidera intervenire dovrà comunicare in anticipo la propria disponibilità, così da essere inserito in modo armonico nella costruzione di questo tempo condiviso. Non per selezionare, ma per custodire il senso dell’esperienza.

Come partecipare

Chi vuole prendere parte a questa grande prova aperta sul Natale può comunicare la propria presenza inviando un messaggio WhatsApp al 347 297 5402, scrivendo semplicemente: “SÌ – Prova di Natale”. Chi aderirà verrà ricontattato per essere inserito nella grande prova del 2 gennaio, che si svolgerà giovedì 2 gennaio alle ore 17.00, presso la Chiesa di San Nicola a Cefalù.

Un augurio condiviso

Alla fine della Prova, senza distinzione tra chi ha fatto e chi ha ascoltato, ci si ritroverà tutti insieme come una grande corale, per provare un canto natalizio molto conosciuto. Un gesto semplice e potente, che restituisce il senso profondo dell’incontro: l’augurio non è qualcosa che si riceve, ma qualcosa che si costruisce insieme.

L’invito

Non è un evento da guardare. È un’esperienza da vivere. Un augurio che nasce dalle persone e ritorna alle persone. Il 2 gennaio, a Cefalù, qualcuno ha deciso di dire: venite a provare con noi.
E tu, senti che questa chiamata ti riguarda?