Il Teatro “Salvatore Cicero” di Cefalù, nelle sere che precedono la fine dell’anno, ha un respiro particolare. Non è soltanto un luogo che accoglie uno spettacolo, ma uno spazio che si riempie di attesa, di riconoscimento reciproco, di quella familiarità che nasce quando una comunità sa di ritrovarsi intorno a qualcosa che le appartiene. Così è stato anche per il Concerto di Natale e Capodanno della Banda Musicale “Vincenzo Maria Pintorno”, appuntamento tradizionale e atteso, capace ogni volta di segnare simbolicamente il passaggio tra ciò che è stato e ciò che sta per arrivare.
Fin dalle prime battute della serata, il teatro si è presentato pieno, vivo, attraversato da un pubblico eterogeneo per età e storie personali, ma unito dalla stessa disposizione all’ascolto. Il Concerto non è apparso come un evento isolato nel calendario natalizio, bensì come un rito collettivo, un momento in cui Cefalù si guarda allo specchio attraverso la musica e riconosce una parte importante della propria identità culturale.
La grande partecipazione ha rappresentato il segno più evidente del legame profondo che unisce la Banda Pintorno alla città. Non un semplice rapporto tra artisti e spettatori, ma una relazione costruita nel tempo, fatta di presenze costanti, di impegno silenzioso, di occasioni condivise. Il Teatro Cicero, in questa prospettiva, non è stato soltanto una sala da concerto, ma un luogo vissuto, sentito, riconosciuto come casa comune della cultura cittadina.
In questo clima si è rinnovato anche il richiamo alla figura del prof. Domenico Portera, fondatore della Banda, la cui presenza simbolica continua ad accompagnarne il cammino. Il suo nome non è apparso come un riferimento formale al passato, ma come una memoria viva, capace di trasformarsi in continuità. Ogni esecuzione, ogni prova, ogni giovane musicista che sale sul palco porta con sé l’eredità di un’idea di musica come servizio alla comunità, come strumento di crescita collettiva.
Sotto la direzione del Maestro Andrea Cangelosi, la Banda ha dimostrato ancora una volta di saper andare oltre la definizione tradizionale di complesso bandistico, trasformandosi in una vera e propria orchestra. Precisione, equilibrio, attenzione al dettaglio e capacità di tenere insieme linguaggi diversi hanno caratterizzato una direzione capace di dialogare con il repertorio senza mai irrigidirlo. La tradizione bandistica è stata rispettata, ma al tempo stesso aperta a contaminazioni e sonorità contemporanee, in un equilibrio che ha reso l’ascolto coinvolgente e accessibile.
Il repertorio proposto ha infatti costruito un dialogo naturale tra brani classici per banda e musiche di grande attualità. Non si è trattato di un’operazione di semplice aggiornamento, ma di una scelta artistica consapevole, capace di coinvolgere anche le giovani generazioni senza forzature. Il pubblico ha risposto con attenzione e partecipazione, segno che la musica, quando è proposta con autenticità, riesce a parlare a linguaggi e sensibilità diverse.
Uno dei momenti più energici della serata è stato l’ingresso di Gaspare Pollicino, che con la sua chitarra elettrica ha accompagnato brani come The Final Countdown. Una rottura controllata, capace di portare sul palco energia, talento artistico e una nota di simpatia che ha immediatamente conquistato il pubblico. Il sorriso diffuso in sala, l’entusiasmo palpabile, hanno dimostrato come la Banda sappia sorprendere senza perdere la propria identità.
Di segno diverso, ma altrettanto intenso, il momento lirico e tecnico rappresentato dall’assolo del Maestro Totò Maggiore nel brano Agosto (arrangiamento di Jacob de Haan). Qui la musica ha chiesto silenzio, concentrazione, ascolto profondo. La tecnica dell’esecutore, unita a una grande sensibilità interpretativa, ha dato vita a un passaggio di forte intensità emotiva, accolto da un applauso lungo e sentito, quasi a voler prolungare quell’istante sospeso.
Il cuore emotivo della serata è stato però raggiunto con il passaggio di direzione dal Maestro Cangelosi alla moglie, la Maestra Concetta Famularo. Un gesto simbolico, prima ancora che musicale, che ha introdotto l’esecuzione del brano da lei composto Nel cuore di una mamma, con la voce recitante di Daniela Tudisco, anch’essa componente della Banda. Una piccola sinfonia del Natale che ha accompagnato il pubblico dentro un sentimento intimo e universale: quello materno, fatto di gioia, amore, ma anche di riflessione. In quel momento il Natale è apparso non come semplice festa, ma come occasione per interrogarsi sul valore della cura, dell’attenzione, della responsabilità verso i più piccoli e verso la vita quotidiana.
I saluti finali hanno restituito alla parola il compito di dare senso a quanto vissuto sul palco. Il presidente Massimo Portera ha ringraziato la Banda per l’impegno e la dedizione, sottolineando come ogni risultato, nella musica come nella vita, nasca da sacrificio, passione e lavoro silenzioso. Ha espresso parole di profonda stima nei confronti del Maestro Cangelosi, evidenziandone l’umiltà, la costanza e la disponibilità, qualità umane prima ancora che professionali. Non è mancato il ringraziamento all’Amministrazione comunale per il ricco programma natalizio, riconoscendo il valore dei momenti di condivisione e leggerezza per la comunità.
Il Maestro Cangelosi, a sua volta, ha voluto ringraziare pubblicamente i musicisti e i maestri della scuola di musica, presentando al pubblico i giovani che si sono esibiti per la prima volta in questo importante appuntamento. Un gesto semplice, ma carico di significato, che ha reso visibile il passaggio generazionale e la continuità del progetto musicale.
Il Concerto di Natale e Capodanno della Banda Pintorno si è così confermato non solo come evento musicale, ma come gesto comunitario. Un momento capace di unire musica, emozione e riflessione, salutando l’anno appena concluso e aprendo il 2026 all’insegna della speranza, della solidarietà e della cultura. In una città che sa ancora riconoscersi nella propria musica, questo è forse il dono più prezioso.















