Un passaggio simbolico e tecnico di grande rilievo segna l’avanzamento del raddoppio ferroviario sulla linea Palermo–Messina: è stato infatti abbattuto l’ultimo diaframma della prima canna della Galleria di Cefalù, una delle opere infrastrutturali più complesse dell’intero lotto Cefalù–Ogliastrillo–Castelbuono.
Un’opera strategica per la Sicilia
La galleria, lunga 6.680 metri, è parte integrante del progetto di potenziamento della dorsale tirrenica siciliana, destinato a migliorare in modo significativo la capacità, la regolarità e la velocità dei collegamenti ferroviari tra Palermo e Messina.
Lo scavo della prima canna, detta canna dispari, è stato realizzato mediante la TBM (Tunnel Boring Machine) denominata Margherita, che ha operato in un contesto geologico particolarmente complesso.
Il completamento del traforo rappresenta non solo la conclusione di una fase cruciale dei lavori, ma anche una conferma della solidità tecnica del progetto, inserito tra le infrastrutture strategiche nazionali e finanziato anche con risorse del PNRR.
Dal traguardo al rilancio: cosa accadrà adesso
Con la conclusione dello scavo della prima canna, il cantiere entra ora in una nuova fase operativa. Nei prossimi mesi è previsto:
lo smontaggio della TBM utilizzata per il primo traforo;
il trasferimento e il rimontaggio della macchina presso l’imbocco predisposto per la seconda canna, detta canna pari;
l’avvio dello scavo della galleria gemella, che consentirà la realizzazione del doppio binario lungo l’intera tratta.
Parallelamente continueranno le opere di completamento strutturale e impiantistico della prima canna, oltre agli interventi di consolidamento e sicurezza agli imbocchi del tunnel, indispensabili per garantire la continuità dei lavori.
Un tassello decisivo del raddoppio Cefalù–Castelbuono
La Galleria di Cefalù è la più lunga tra quelle previste nel lotto e costituisce uno dei nodi tecnicamente più impegnativi dell’intero raddoppio. Il suo completamento, una volta ultimata anche la seconda canna, permetterà di superare uno dei principali colli di bottiglia della linea tirrenica siciliana.
L’obiettivo finale è una ferrovia più moderna, capace di sostenere un aumento dei servizi passeggeri e merci, riducendo i tempi di percorrenza e migliorando l’integrazione della Sicilia con i grandi corridoi di mobilità nazionali.















