Viaggio in Sicilia sulle orme di Gothe: il nuovo libro di Antonello Di Carlo

Oggi, anche a diversi km di distanza è possibile raccontare al mondo cosa si ha nel proprio cuore?  La risposta è Si. È il caso di Antonello Di Carlo, un siciliano che ha lasciato la Sicilia giovanissimo. Il suo cuore però è rimasto profondamente legato alla sua terra. “Il poeta Di Carlo – scrive la poetessa Francesca Luzzio – vive una sorta di trasfert psichico e, novello Göthe,  viaggia in Sicilia e descrive con meraviglia e stupore le bellezze naturali ed artistiche di quest’ isola, aggiungendovi pero’ quella carica emotivo- sentimentale che solo la lontananza e l’ amore per la propria terra è  in grado di generare.
I versi fluidi ed armoniosi, grazie anche alla presenza di  rime, rendono appieno la nostalgica ammirazione per la propria amata e lontana terra natia”.
Un viaggio intrapreso con lo stesso spirito d’avventura che spinse Göthe sulle strade dell’Isola. Avventura come esperienza entusiasmante, avvincente ed insolita, riconducibile tanto ad un’impresa eroica dall’esito sconosciuto, quanto ad un romanzo d’amore o al racconto di un viaggio, contraddistinto da accenti imprevedibili ed inaspettati. Helen Keller scriveva:” …la vita o è un’audace avventura o non è nulla…”, pensiero condiviso da Di Carlo: “Personalmente, condivido in pieno il suddetto punto di vista, e, mi piace pensare che, anche il giovane Göthe, provasse la medesima sensazione. E come il poeta viaggiatore tedesco, cerco l’avventura, perché in essa vedo l’unico veicolo idoneo a farmi uscire dalla banalità e dalla monotonia della vita, che, al contrario, spegnerebbe inevitabilmente i miei desideri ed i miei interessi, senza i quali non riuscirei mai a saziare il bisogno ed il desiderio di conoscere lo sconosciuto e l’inesplorato”. Ma perchè oggi ispirarsi proprio Göthe? “Non faccio segreto – afferma nella prefazione del libro Antonello Di Carlo- che fin dai tempi del liceo, sono stato affascinato da Göthe e dalle sue opere, a cominciare da ” I dolori del giovane Werter, al “Faust”. Successivamente ne ho approfondito la lettura e lo studio, anche in lingua originale ricorso per me utilissimo perché mi ha reso più agevole comprendere sfumature e particolari che, viceversa, mi sarebbero sfuggiti”. Un viaggio, sulle orme di Göthe per rivivere le stesse emozioni e completare l’itinerario in Sicilia, includendo nello stesso anche le tappe di Ragusa e di Siracusa. “Senza stravolgere le tappe – scrive Di Carlo – del viaggio e le esperienze vissute dal Poeta, concentrandomi in prima persona, quale figlio di quella amata terra, a polarizzare l’attenzione alla parte finale del Gran Tour”. Il resto lo affidiamo alla vostra lettura
Il libro sarà edito anche in inglese e tedesco. Le traduzioni sono dell’Autore. E’  distribuito da Ctl Livorno e  Amazon.
Biografia del Poeta Antonello Di Carlo
Antonello Di Carlo nasce a Palermo il 26 maggio del 1974, trascorre la sua giovinezza in parte a Sclafani Bagni e a Montemaggiore Belsito. Figlio di una insegnante di lettere e di un ex dipendente postale, ha frequentato il Liceo Classico Gregorio Ugdulena a Termini Imerese dove si è diplomato. Dopo le scuole nel 2000 si trasferisce a Reggio Emilia e nel frattempo a Modena ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza e il biennio di specializzazione post-laurea presso la Scuola di Specializzazione in pratiche legali. Diventato un consulente aziendale, Antonello coltiva una passione, quella per la poesia anche se da sempre è stato appassionato di letteratura, arte, storia, filosofia e di filologia.

Viaggio in Sicilia
Proemio
A questo mio lavoro
dar vorrei eleganza e decoro,
alla maniera dei poeti più eccelsi
che hanno usato i proemi in modi diversi.
A ugual guisa di Omero, Tasso, Virgilio e Ariosto,
alla mia poetica avventura intendo dar corso.
Nel rispetto della metrica e dell’arte poetica,
faccio appello alle Tre Ninfe di derivazione ellenica.
Così del mio italiano viaggio,
mesto, assaporo, il suo lieto presagio,
le sensazioni, i colori,
i suoni e gli odori,
di una terra di cui tanto ho letto
e che mi apprestò a conoscere con massimo diletto.
Con spirito coeso e atavico,
son pronto ad allontanarmi
senza rammarico,
dalla mia terra e dalla mia natural dimora
ma tutto ciò non mi sconforta
e non mi addolora.
Parto per ricercar storia, arte e nuovi
passaggi,
che mi arricchiranno e sazieranno
i miei classici appannaggi.
Ho organizzato tutto con la massima precisione,
l’avventura mi guida, spazio alcuno non lascerò all’improvvisazione.
Kniep e i miei fedeli compagni,
son pronti a seguirmi e a rincuorarmi
qualora, durante il mio lungo itinerario,
stanchezza e conforto offuscheranno il mio documentario.
Rileggo per l’ultima volta il mio taccuino,
compagno inseparabile, prezioso
e adamantino,
in esso trovo appunti e istruzioni
che per mesi ho raccolto,
raccomandazioni, notizie
ed ogni loro segreto risvolto.
Tale viaggio eccita i miei sensi,
son pronto a sopportare
anche i turbamenti,
poiché, son certo
con tutto il mio ardore
e nell’affermare ciò
Dio mi è testimone,
che nella Terra dei miti e dei templi
il mio essere riceverà
i più piacevoli appagamenti.
Innanzi all’Onnipotente giuro
e di ciò son sicuro
che, a differenza di chi mi ha anticipato,
descriverò la Trinacria in modo accorato.
Senza remora alcuna, prometto,
che ne racconterò anche il difetto
e che col mio siciliano viaggio,
l’Isola dei miti non spoglierò di alcun retaggio.
Riedesel, “come un breviario
e un talismano”,
stringe forte
nella sua possente mano,
le sue siciliane annotazioni,
per prevenir dell”incognito
le complicazioni
e per assicurare,
senza indugiare,
sicurezza
e serenità al nostro viaggiare.
Con questa terra
e il suo ellenismo
mi trovo
in un edonistico parallelismo,
il mio spirito di avventura
e la mia attenzione per la natura
diventeranno il corollario
per un perfetto itinerario.
Delle sirene
odo i canti ammaliatori,
di Acireale scorgo
già i faraglioni,
una ciclopica creatura,
mi minaccia
da una marina altura.
Come l’Odisseo
di omerica estrazione
vola alta
la mia immaginazione,
che tra poco si fonderà
con l’anelata beltà,
preludio e sintesi di tutta la mediterraneità.
Sto raggiungendo la culla del mito,
che affascinò anche l’allemanno Federico,
qui una Scuola fondò con fervore
e di essa ne divenne mecenate
e noto fattore.
Accoglieva notai, giuristi,
con Lui diventavano
poeti e artisti.
Sotto la sua protezione,
e con la sua supervisione,
nacque la Scuola poetica siciliana,
che riferimento
e faro
fu per la lingua toscana.
Di ciò che asserisco
con sì fatte argomentazioni,
Dante, Cavalcanti e Guinizzelli
mi sono utili testimoni.
Interloquirò da vicino
con la natura multiforme e variegata,
in maniera ancor più stringente e appagata,
condurrò un viaggio estetico e introspettivo
che suscita l’interesse e la curiosità di tutto l’immaginario collettivo,
soprattutto di quello mitteleuropeo e germanico
e in questo viaggio, io Johann Wolfgang Göthe,
di essi sarò emissario ordinato e organico.
Antonello Di Carlo