Cefalù piange Simona, atleta esemplare: aveva giocato l’ultimo campionato con la Kepha 2.0

Cefalù si unisce al dolore per la tragica scomparsa di Simona Cinà, giovane pallavolista ventenne, trovata morta nella notte tra l’1 e il 2 agosto in una piscina privata a Bagheria, durante una festa di laurea. Un dramma che scuote non solo la sua comunità d’origine, Capaci, ma anche quella cefaludese, dove Simona aveva indossato, con grinta e umiltà, la maglia della Kepha 2.0 nel campionato di Serie D appena concluso.

Era stata una stagione intensa, fatta di sacrifici, sudore e sorrisi. Simona, anche nel contesto di una squadra nuova, aveva conquistato tutti con il suo spirito generoso, il suo senso del gioco e il rispetto per compagne e avversarie. Una presenza discreta ma costante, in campo come fuori. La sua dedizione all’allenamento e la passione per il volley e il beach volley erano evidenti a ogni palleggio. Per la Kepha, quella maglia portata con onore resta oggi un simbolo che pesa più che mai.

Tanti dubbi sulla dinamica: indagini in corso

Intanto la notizia della sua morte continua a sollevare interrogativi. Simona era stata vista viva l’ultima volta intorno alle 3:20, ballava accanto alla consolle, a pochi metri dalla piscina. Alle 4:10, una telefonata al 118 annuncia la tragedia: Simona viene trovata a faccia in su in una vasca di appena due metri per sei, profonda meno di un metro. Circostanza, questa, che da subito fa dubitare gli investigatori sull’ipotesi di un annegamento accidentale.

Le ferite trovate sul petto, che potrebbero essere compatibili con un tentativo di rianimazione, ma anche con altro, aggiungono complessità a una vicenda dove il silenzio dei testimoni e alcuni dettagli insoliti – come l’assenza di bottiglie d’alcol nonostante il party fosse “open bar” – alimentano un alone di mistero.

Il dolore della Kepha 2.0 e della città

In città la notizia ha lasciato senza parole la dirigenza e tutto l’ambiente sportivo che aveva conosciuto Simona. In queste ore, la società Kepha 2.0 si è stretta in un rispettoso silenzio, ma il cordoglio si legge nei volti di chi ha condiviso con lei la passione per la pallavolo.

In attesa che la magistratura chiarisca con esattezza quanto accaduto in quelle terribili ore, Cefalù sceglie di ricordare Simona per ciò che è stata: una giovane donna piena di vita, sportiva autentica, che ha lasciato il segno nel cuore di chi l’ha incontrata anche solo una volta.

A lei, oggi, va il nostro silenzioso applauso.