A Castelbuono, tra i vicoli che sembrano sospesi nel tempo, c’è un cuore che batte ancora forte: quello delle tradizioni artigiane. Non è raro, infatti, che i turisti che affollano il borgo madonita abbiano la fortuna di assistere a un’esperienza che va oltre la semplice visita: le dimostrazioni di ricamo guidate da Maria Mercante, maestra ricamatrice, e da Giusy Cusimano, fashion designer.
Ogni incontro diventa un piccolo laboratorio di memoria e creatività. Attorno a telai, fili colorati e macchine da cucire, si siedono bambini curiosi e adulti entusiasti, pronti a riscoprire la bellezza di un’arte che ha radici profonde. Non è solo un esercizio manuale: il ricamo diventa un linguaggio comune, un filo invisibile che lega generazioni e culture diverse. Le immagini e i video che arrivano da queste giornate raccontano sorrisi, mani che imparano e occhi che si illuminano.
Molti dei partecipanti arrivano da lontano, da ogni parte del mondo, eppure si lasciano coinvolgere con naturalezza. È come se quell’ago che attraversa il tessuto cucisse insieme anche i ricordi e le emozioni di chi prende parte all’esperienza. Così, il ricamo smette di essere solo passatempo o curiosità: diventa un atto culturale, un gesto di identità condivisa, un ponte che collega il passato con il futuro.
Castelbuono non è soltanto un borgo di pietra e di storia: è un luogo vivo, in cui la cultura si rinnova ogni giorno grazie alla passione dei suoi abitanti. Iniziative come queste mostrano l’anima più autentica della comunità, che non teme di custodire le sue radici mentre guarda avanti con creatività e fiducia.















