Non tutti sanno che in Sicilia esiste un paese nato da una fuga. La sua gente non lo fondò per scelta, ma per necessità. Un terremoto distrusse la città antica dove abitavano e li costrinse a cercare una nuova casa. Quel luogo è Tusa, un borgo che non nasce dalla conquista, ma dalla sopravvivenza. Ogni strada qui è un ricordo di qualcosa che non c’è più.
La città greca scomparsa sotto la collina
Prima di Tusa esisteva Alesa Arconidea, una città siculo-greca fondata nel IV secolo a.C. Oggi è invisibile, nascosta sotto la collina di Santa Maria delle Palate. I resti emergono tra pietre e rovine sparse, ma il paese non ne parla quasi mai. È una città fantasma, sepolta da secoli, che ancora veglia sul borgo nato dopo la paura.
La fuga verso la roccia
Quando il terremoto dell’856 devastò Alesa, gli abitanti fuggirono. Salirono sulla roccia più alta, dove potevano difendersi e ricominciare. Lì nacque Tusa. Ogni paese ha una storia. Questo ne ha due: una distrutta e una ricostruita. Per questo i tusani camminano con rispetto: sanno di vivere sopra un passato che non è stato cancellato, solo nascosto.
Pietra antica e mare moderno
Tusa è un paese diviso tra due mondi: il silenzio delle rovine e il respiro del mare. A pochi chilometri, la frazione di Castel di Tusa vanta spiagge Bandiera Blu come Lampare e Marina. È uno dei pochi luoghi in Sicilia in cui puoi vedere un mosaico greco al mattino e fare il bagno in un mare perfetto nel pomeriggio. Qui passato e presente non si escludono: convivono.
Cosa mangiare a Tusa
Il sapore di Tusa è semplice e fiero. Si parte con il pane cunzatu, condito con olio, origano e acciughe delle tonnare. Poi arriva il pesce azzurro, arrostito sulla brace. I formaggi di collina, duri e salati, raccontano la parte grezza del paese. Niente piatti da fotografia: qui si mangia per memoria, non per moda. A Tusa il cibo è un atto di appartenenza.
Tradizioni che resistono
Le feste di Tusa non hanno palco, ma strada. Durante San Giovanni si pratica ancora la “squagghiata dû chiummu”, il piombo fuso che predice il destino. Nella festa dell’Assunta, la Madonna “si alza” con antichi congegni lignei. Sono riti che non cercano pubblicità. Non sono folklore: sono identità. Qui le tradizioni non si mostrano, si custodiscono.
Come arrivare a Tusa
Tusa si trova nella città metropolitana di Messina, al confine occidentale.
- In auto: Autostrada A20 Palermo-Messina, uscita “Tusa”.
- In treno: Linea ferroviaria tirrenica, fermata “Castel di Tusa”.
- A piedi: verso la terrazza che guarda il tramonto doppio.
Non basta raggiungerla. Bisogna ascoltarla. Perché Tusa è il paese siciliano che è nato due volte.
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