C’è chi confonde nomi e volti, e poi c’è chi ha fatto del proprio nome un’opera monumentale. Laurence Gregory Watkins, 60 anni, originario di Auckland (Nuova Zelanda), oggi residente a Sydney, è entrato nel Guinness World Records per un primato che ha dell’incredibile: possiede il nome personale più lungo del mondo, composto da 2.253 parole. Per pronunciarlo tutto, servono circa 20 minuti.
Un uomo qualunque con un’idea straordinaria
Watkins non è un atleta, né un artista. È un ex guardia di sicurezza che, da ragazzo, sognava di entrare nel Guinness dei primati. Ma come fare, senza particolari talenti? La risposta gli arrivò chiara: creare il nome più lungo mai esistito. «Non potevo correre più veloce del mondo, né arrampicarmi su grattacieli… ma potevo chiamarmi in un modo che nessuno aveva mai osato», ha raccontato alla CNN.
Un nome costruito come un romanzo
Per un mese intero lavorò alla creazione del suo nuovo nome. Sfogliò libri di nomi antichi, dizionari maori, testi latini e perfino manuali per neonati. Vi inserì:
- Nomi storici e mitologici
- Personaggi televisivi come Basil Brush, la volpe dei programmi britannici
- Nomi giapponesi, cinesi e samoani
- Il cognome Gaylord, in onore del ginnasta olimpico Mitch Gaylord
- E persino un nome misterioso: AZ2000, simbolo dei suoi oltre duemila nomi “dalla A alla Z”
Alla fine, il suo nome riempì sei pagine dattiloscritte. Per registrarlo, pagò una dattilografa 400 dollari neozelandesi.
Una battaglia legale per un’identità impossibile
Nel 1990, Watkins provò legalmente a cambiare nome. Il tribunale distrettuale approvò, ma il Registro Generale si oppose. Lui non si fermò e portò il caso all’Alta Corte. Vinse. Nel 1992, il Guinness lo certificò con 2.310 parole, poi ricontate nel 2025 e ridotte a 2.253 nomi distinti, ora inseriti nella categoria “nome personale più lungo del mondo”.
Ma come vive oggi con 2.253 nomi?
Nella vita quotidiana, Watkins usa solo Laurence Alon Aloy Watkins, oppure Watkins V (quinta generazione). Il suo passaporto digitale riporta il nome abbreviato, con una nota che dice: «Ulteriori 2.249 nomi registrati». Eppure, ammette: «La gente non ci crede. Pensano sia uno scherzo… finché non vedono le sei pagine.»
“Non è follia. È unicità”
Oggi Watkins vive la sua bizzarra impresa con orgoglio. Nessuna corsa, nessun record atletico. Solo un nome, infinito come una poesia. «È bello avere qualcosa che nessun altro al mondo ha», dice sorridendo. E chissà… magari, da qualche parte, c’è ancora qualcuno che sta provando a impararlo tutto a memoria.















