A 931 metri sul livello del mare, nel cuore geometrico dell’isola, c’è il capoluogo di provincia più elevato del Paese: dall’alto lo sguardo arriva fino all’Etna.
Non è mai uguale in tutto il nostro Paese. La geografia dello Stivale, con il mare, le pianure, gli Appennini e le isole, produce paesaggi e climi diversissimi da zona a zona. Quando si pensa alla Sicilia vengono in mente le spiagge, il sole e i siti archeologici affacciati sul mare. Eppure esiste anche una Sicilia interna, verde e collinare, fatta di altopiani e di città che si raggiungono salendo. È proprio qui che si inserisce un primato che molti non si aspetterebbero su un’isola del Mediterraneo: quello della città capoluogo più alta d’Italia.
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- Come si stabilisce qual è la città capoluogo più alta d’Italia
- Ecco qual è la città più alta d’Italia: si trova in Sicilia
Come si stabilisce qual è la città capoluogo più alta d’Italia
Per stabilire quale sia la città capoluogo più alta d’Italia non si guarda alla vetta più elevata del territorio comunale, ma all’altitudine del centro abitato, misurata convenzionalmente in base alla collocazione del municipio. È questo il criterio con cui vengono ordinati i capoluoghi di provincia italiani. In cima a quella classifica non c’è una città alpina o appenninica, come ci si potrebbe aspettare, ma un capoluogo siciliano, che precede Potenza (819 metri) e L’Aquila (714 metri). Un dato che, da solo, ribalta l’immagine più comune della Sicilia.
Ecco qual è la città più alta d’Italia: si trova in Sicilia
La città capoluogo più alta d’Italia è Enna, che sorge a 931 metri sul livello del mare nella parte più elevata di un’ampia dorsale dei Monti Erei, esattamente al centro della Sicilia. Per la sua posizione è conosciuta da secoli come l’“ombelico” o il “belvedere della Sicilia”, e già i Romani la chiamavano Urbs Inexpugnabilis per la difficoltà di conquistarla. La sua provincia, inoltre, è l’unica della Sicilia a non avere alcuno sbocco sul mare. La città si divide in due parti: il centro storico arroccato in alto, detto Enna Alta, e la città nuova ai piedi dell’altopiano, Enna Bassa.
L’altitudine si fa sentire anche sul clima: per via della quota, le estati a Enna risultano più fresche rispetto agli altri capoluoghi siciliani, gli inverni sono freschi e umidi, con possibili nevicate, e la nebbia è una presenza frequente, tanto da essere considerata una caratteristica distintiva della città. Tutto questo a poca distanza dall’autostrada A19 Palermo–Catania, che la collega ai due capoluoghi e ai rispettivi aeroporti.
E allora cosa fare a Enna, la città sospesa sull’isola
A Enna si sale soprattutto per il panorama. Il monumento simbolo è il Castello di Lombardia, uno dei più grandi ed estesi manieri medievali della Sicilia, legato a Federico II di Svevia: dalla sua Torre Pisana, nelle giornate più limpide, lo sguardo abbraccia le Madonie, i Nebrodi, l’Etna a oriente e, in basso, il lago di Pergusa. Poco distante si ergono la Torre di Federico II, di insolita pianta ottagonale, e la Rocca di Cerere, lo sperone roccioso dove sorgeva un tempio dedicato alla dea del grano: è a questi luoghi che la tradizione classica lega il mito del ratto di Proserpina e la nascita del vicino lago di Pergusa.
Chi arriva in primavera può assistere alla Settimana Santa di Enna, di antica origine spagnola e inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia: il Venerdì Santo alcune migliaia di confrati incappucciati sfilano in silenzio, portando i fercoli del Cristo morto e dell’Addolorata sulle note di marce funebri. Nei dintorni, infine, a una trentina di chilometri, si trova la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, celebre per i suoi mosaici e patrimonio dell’UNESCO. Una Sicilia d’altura, insomma, che si scopre salendo.















