La scogliera bianca più bella del Mediterraneo non è a Dover né a Cipro. È in Sicilia, a strapiombo sul mare

Una scala naturale di marna bianca modellata dal vento, dove un tempo sbarcavano i pirati

Non tutte le scogliere diventano simboli per la loro altezza. Alcune lo diventano per un colore che acceca e per una forma che sembra disegnata a mano. In Sicilia esiste una falesia che concentra, in pochi gradoni bianchi sul mare, geologia, storia di pirati e letteratura.

Una scala di roccia bianca tra due spiagge

Quando si pensa a una scogliera bianca, la mente corre alle bianche scogliere di Dover o alle coste di Cipro. Eppure la più sorprendente del Mediterraneo si trova sulla costa meridionale della Sicilia. La Scala dei Turchi è una grande falesia di marna bianca che si affaccia sul mare nel territorio di Realmonte, in provincia di Agrigento, tra Agrigento e Porto Empedocle. Il risultato, dopo centinaia di migliaia di anni di erosione, è una scogliera a gradoni dalle linee morbide e ondulate, che sembra una gigantesca scala naturale incastrata tra due spiagge sabbiose, di un bianco quasi abbagliante nelle ore centrali del giorno.

Il segreto del suo candore: la marna “trubi”

A renderla unica è la roccia di cui è fatta. La Scala dei Turchi è composta da marna, una roccia sedimentaria con grande percentuale di carbonato di calcio, e in particolare della tipologia del “trubi”, roccia bianca di natura calcarea e argillosa; è proprio questa a conferire alla falesia il caratteristico colore bianco e la bassa temperatura al tatto. C’è di più: questi sedimenti sono così interessanti dal punto di vista geologico che, negli strati, è possibile leggere i cicli legati ai cambiamenti dell’orbita terrestre, con ritmi di decine di migliaia di anni.

Perché si chiama “dei Turchi”

Il nome, curiosamente, non ha a che fare con la Turchia. La Scala dei Turchi prende il nome dai pirati Saraceni, impropriamente chiamati “Turchi” dalle popolazioni locali — termine con cui per convenzione si indicavano le genti arabe — che nel Cinquecento approdavano su questa formazione rocciosa per saccheggiare i villaggi della costa come l’attuale Realmonte. La “scala”, invece, si riferisce alle naturali gradinate di marna bianca modellate dal vento e dalle onde, che offrivano un facile accesso dal mare alla terraferma; la zona, non particolarmente battuta dai venti, rappresentava infatti un approdo sicuro e un ottimo nascondiglio.

Da Pirandello a Montalbano

Questo tratto di costa è anche un piccolo paesaggio letterario. La casa natale di Luigi Pirandello dista appena 8 km dalla falesia. La Scala dei Turchi figura inoltre nelle indagini del commissario Montalbano, protagonista della serie ispirata ai romanzi di Andrea Camilleri: le avventure di “Salvo” si svolgono tra Agrigento e Porto Empedocle, che nei romanzi corrispondono alle immaginarie Vigàta e Montelusa. Set cinematografico e icona dei social, la sua fama è cresciuta enormemente negli ultimi anni.

La bellezza alla prova del futuro

Proprio questa popolarità ha posto un problema di tutela. A causa di una frana avvenuta nel gennaio 2020, l’accesso diretto alla falesia è stato chiuso e poi fortemente limitato per ragioni di sicurezza. Dopo un periodo in cui era di proprietà privata, il sito è oggi di proprietà pubblica, essendone stato trasferito il possesso al Comune di Realmonte, e le visite vengono contingentate per evitare danni alla scogliera. Già nell’agosto 2007 il Comune aveva presentato all’UNESCO una richiesta ufficiale affinché questo sito geologico, insieme alla vicina villa romana, fosse inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità: una candidatura ancora aperta. Per molti, il vero valore della Scala dei Turchi non sta nella sua fama social, ma nell’essere un unicum: una scala bianca scolpita dal mare in cui si possono leggere, letteralmente, centinaia di migliaia di anni di storia della Terra.