Cinque dipendenti del Consorzio autostrade siciliane (Cas) e un tecnico di una ditta esterna sono stati sospesi dal servizio nell’ambito di un’inchiesta sui pedaggi truccati lungo l’autostrada Palermo-Messina. Secondo la Procura della Repubblica di Termini Imerese, gli esattori avrebbero incassato il denaro consegnato dagli automobilisti e poi trattenuto per sé buona parte della cifra, sostituendo il biglietto originale con uno di importo molto più basso.
I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Polizia Stradale di Palermo, Sottosezione di Buonfornello, e sono stati firmati dal giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese su richiesta della Procura. Per i cinque agenti tecnici esattori, in servizio ai caselli di Buonfornello e Cefalù, è stata disposta la sospensione dall’esercizio del pubblico servizio per sei mesi. La stessa misura è stata applicata al dipendente di una società privata che cura la manutenzione degli impianti di esazione, ritenuto coinvolto in alcuni episodi insieme a due degli indagati.
Come sarebbe avvenuta la frode
Secondo la ricostruzione della Procura, gli esattori avrebbero ritirato il denaro e il biglietto del pedaggio senza registrare quest’ultimo nel sistema elettronico. Al suo posto inserivano nel macchinario un altro ticket, preparato in anticipo, che riportava una somma molto più bassa: ad esempio 90 centesimi al posto di 10 euro. Il biglietto vero veniva poi smagnetizzato e gettato via, mentre la differenza finiva nelle tasche degli indagati.
In alcuni casi, sempre secondo gli inquirenti, sarebbe stata disattivata la corsia automatica: la sbarra restava chiusa e si accendeva il semaforo rosso, così da spingere più automobilisti verso la postazione presidiata e moltiplicare le occasioni per mettere in atto il meccanismo.
Decine di episodi contestati
Ai cinque esattori vengono attribuiti numerosi episodi di peculato: si va da 13 fino a oltre cento casi per alcuni di loro. Le somme sottratte oscillavano, di volta in volta, da circa sette a quindici euro o anche di più. Il dipendente della ditta esterna è invece accusato di aver concorso in 33 episodi insieme a due degli agenti.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra novembre 2025 e gennaio 2026.
Tutto è partito da un esposto del Cas
L’inchiesta è nata da una segnalazione dello stesso Consorzio autostrade siciliane. Durante i controlli interni sugli incassi, il Cas aveva notato gravi anomalie ai caselli dell’autostrada A20, nel tratto Messina-Palermo, in particolare a Buonfornello, Cefalù e Castelbuono. In pratica, il numero dei transiti registrati non corrispondeva agli importi effettivamente incassati e versati. Da qui l’esposto che ha dato il via alle indagini.
Si tratta, va ricordato, di accuse ancora da verificare: gli indagati sono tutti da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.















