Cefalù piange Totò Portera. Piange una persona che molti ricordano prima ancora per ciò che era, e solo dopo per ciò che faceva. Totò aveva un modo di stare tra gli altri che oggi sembra sempre più raro: gentile, discreto, mai invadente. Non era uno che alzava la voce o cercava la scena. Preferiva ascoltare, capire, mettersi accanto alle persone con naturalezza. La sua era una gentilezza sincera, di quelle che non si annunciano ma si riconoscono nei gesti quotidiani, nel modo di guardare gli altri, nel rispetto che sapeva dare a chiunque incontrasse.
Con lui era facile fermarsi a parlare. Bastava incrociarlo per strada o sedersi accanto a lui e la conversazione prendeva subito una piega autentica. Totò aveva il gusto del dialogo, della riflessione, di quelle chiacchierate senza fretta in cui si ragiona sulla vita, sul futuro, sulla società che cambia. Aveva uno sguardo aperto sul mondo. Era curioso delle novità, attento alla scienza e alle trasformazioni del nostro tempo. Gli piaceva capire ciò che succedeva intorno a lui, discutere, confrontarsi. Ma insieme a questa apertura conservava anche una sensibilità più profonda, la capacità di interrogarsi sul mistero della vita e sulle domande che ogni uomo prima o poi si pone.
Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto il suo sorriso. Un sorriso che non cercava protagonismo ma che arrivava spontaneo, come segno di una bontà semplice e autentica. Dentro quel sorriso c’era il suo modo di voler bene alle persone: senza farlo pesare, senza esibirlo, con quella discrezione che appartiene alle persone vere. Totò aveva questa qualità rara di far sentire gli altri accolti. Non aveva bisogno di grandi parole. Bastavano il suo modo di stare, il tono della voce, lo sguardo.
Una storia familiare che scava nelle ferite e cerca la verità
Il Sottile filo delle anime
di Liana D'Angelo
Un romanzo che racconta ciò che succede davvero nelle case.
🔎 Scopri di più su AmazonBasta un click e arriva a casa tua
Salvatore Portera aveva 60 anni. Era promotore finanziario di Banca Mediolanum e lavorava nel settore da trentasette anni, un percorso professionale lungo e costante che aveva costruito con serietà e dedizione. Non era sposato ma aveva una compagna con la quale avrebbe dovuto convolare a nozze proprio quest’estate. Tra le sue passioni c’era anche quella per i motori e per il rally: aveva partecipato più volte alla Targa Florio a bordo di una Lancia Delta 16V, vivendo quella passione con entusiasmo e spirito sportivo.
La tragedia è avvenuta ieri mattina al Saracen Sand Hotel di Isola delle Femmine. Totò aveva appena partecipato a una convention aziendale della banca per cui lavorava. Terminato l’evento, mentre usciva dall’albergo, si è sentito male e si è accasciato a terra. I colleghi presenti hanno tentato di soccorrerlo recuperando anche un defibrillatore mentre veniva allertato il 118. I sanitari intervenuti hanno provato a rianimarlo ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.
Il funerale è stato celebrato oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa di San Francesco a Cefalù. Una città che oggi si è fermata per salutare Totò Portera e per ricordare il segno umano che ha lasciato nelle persone che lo hanno incontrato lungo il suo cammino.















