Per oltre settant’anni qui si e corsa una delle gare automobilistiche piu antiche del mondo: oggi quelle curve si percorrono in moto, tra le montagne della Sicilia

Sulle strade delle Madonie, in provincia di Palermo, e ancora possibile ripercorrere il tracciato del leggendario circuito della Targa Florio. Un itinerario che intreccia storia dell’automobilismo, borghi medievali e natura selvaggia del parco regionale.

Tra le montagne dell’entroterra palermitano, su due ruote: un itinerario che ripercorre il tracciato della Targa Florio, la corsa automobilistica voluta da Vincenzo Florio e disputata per la prima volta nel 1906. Tra le piu antiche competizioni del mondo, si corse per oltre settant’anni, fino al 1977, per un totale di 61 edizioni, prima di essere definitivamente cancellata dopo un grave incidente. La protagonista del viaggio e proprio questa rete di strade di montagna, che oggi attraversa il Parco Regionale delle Madonie tra fitti boschi, vette e antichi borghi.

Le Madonie in moto. L’itinerario

Il tracciato segue, per buona parte, il “Grande Circuito delle Madonie”, l’anello storico della Targa Florio. La spina dorsale e la SS120, la Statale dell’Etna e delle Madonie.

Percorso

Il Grande Circuito delle Madonie, lungo 148,823 chilometri, partiva dalla zona di Campofelice di Roccella e toccava Cerda, Caltavuturo, le due Petralie (Sottana e Soprana), Geraci, Castelbuono, Isnello e Collesano. Ripercorrerlo in moto significa salire da Cerda verso l’interno lungo la SS120, attraversare il cuore del parco fino alle Petralie e a Geraci Siculo, per poi scendere verso Castelbuono, Isnello e Collesano e chiudere l’anello in direzione della costa.

Attenzione al fondo stradale: si tratta di strade di montagna spesso strette e tortuose, e in alcuni tratti il manto e segnato da avvallamenti, fessurazioni e dissesti. E un percorso che richiede prudenza ed e bene verificare lo stato delle strade prima di mettersi in viaggio.

Lungo il percorso si incontrano alcuni dei borghi piu belli d’Italia: Petralia Soprana e Petralia Sottana, Geraci Siculo e, poco distante, Gangi. Si tratta di centri medievali in pietra, con vicoli ripidi e chiese antiche, ideali per una sosta tra una tappa e l’altra.

Cosa vedere lungo il circuito delle Madonie

Il filo conduttore del viaggio e la memoria della Targa Florio. A Collesano si trova il Museo della Targa Florio, dedicato alla storia della corsa. Il Grande Circuito fu utilizzato per le prime sei edizioni, dal 1906 al 1911, e un’ultima volta nel 1931; sui circuiti piu brevi delle Madonie, secondo le fonti di settore, si corsero anche edizioni motociclistiche negli anni Venti, con la partecipazione di case come BMW, Moto Guzzi e Harley-Davidson.

Tra i borghi, Castelbuono e dominata dal Castello dei Ventimiglia ed e nota anche per la pasticceria Fiasconaro, celebre per i suoi panettoni. Le Petralie e Geraci Siculo conservano un impianto medievale tra i meglio preservati delle Madonie, mentre tutto intorno il Parco Regionale delle Madonie offre boschi, pascoli d’altura e alcuni dei rilievi piu alti della Sicilia dopo l’Etna.

La SS120 e le strade provinciali del comprensorio (come la SS286 verso Geraci o la SP9) regalano un continuo alternarsi di tornanti e ampie curve immerse nella natura: un terreno di gioco ideale per chi viaggia in moto.