Cento anni di aviazione italiana. Dalla Regia all’Aeronautica Militare (1923-2023)

Cento anni di aviazione italiana. Dalla Regia all’Aeronautica Militare.
Il 28 marzo di 100 anni fa veniva promulgata la legge che istituiva la Regia Aeronautica. In realtà, dai resti delle forze aeree dell’Esercito e della Marina (già smobilitate dopo la fine della Grande Guerra) avvenne la fusione in un unico organismo, denominato Commissariato per l’Aeronautica (1).

Nel decennio che va dal 1923 al 1930, la Regia acquisì nuove strategie di crescita e di sviluppo.

Infatti, per merito del Generale di squadra aerea, in seguito Maresciallo dell’Aria, Italo Balbo (1896 – 1940), nacquero, oltre alle ordinarie scuole di perfezionamento di pilotaggio e degli specialisti, anche diversificati Istituti: la Scuola di navigazione Aerea d’Alto mare, la Scuola d’Alta quota di Guidonia, la Scuola d’Alta Velocità di Desenzano, e la Scuola di Guerra Aerea.

Il battesimo del fuoco dell’Arma Azzurra avvenne nella Guerra d’Etiopia (3 ottobre 1935 – 5 maggio 1936).

Cui fece seguito la Guerra di Spagna (17 luglio 1936 – 1º aprile 1939). Infatti, nella Campagna di Spagna, l’Italia fascista partecipò con il Corpo Truppe Volontarie (C.T.V.), nello specifico l’Aviazione Legionaria, maturando nei cieli iberici preziose esperienze.

Abbiamo chiesto al Dott. Geol. Donaldo Di Cristofalo (5) di parlarci dell’istituzione della Regia Aeronautica che proprio quest’anno, il 28 marzo, compie i cento anni della sua costituzione.

«100 anni fa, il 28 marzo 1923, avveniva la costituzione dell’allora Regia Aeronautica italiana come forza armata autonoma. Si tratta con ogni evidenza di una ricorrenza importante, le cui correlate manifestazioni ed eventi trovano una forzata limitazione nella contingente guerra tra Russia ed Ucraina. L’Italia infatti, come membro della NATO, si trova schierata a supporto della nazione invasa, e pertanto a rischio coinvolgimento e potenziale bersaglio di attacchi da parte russa, per cui sono state ridotte al minimo le manifestazioni presso le basi.

La storia dell’Aeronautica Militare italiana è una storia ricca, in special modo di uomini, che hanno dato prova di perizia, preparazione professionale e coraggio, non sempre supportati da una valida leadership o da un adeguato supporto politico e industriale.

Tralasciando gli albori, gli aviatori in uniforme gettano le basi dell’impiego del più pesante dell’aria durante la Prima Guerra Mondiale, allorquando vengono sperimentate le varie forme dell’azione bellica aerea: ricognizione, osservazione e aggiustamento tiro d’artiglieria, caccia, mitragliamento e spezzonamento, bombardamento, volantinaggio, oltre al collegamento, all’addestramento ed al trasporto. In quell’occasione trova sviluppo anche l’utilizzo navale dell’aviazione, con innovative applicazioni specifiche (idrovolanti). Correlate a tali attività vengono implementate nuove discipline tecnico-scientifiche quali la meteorologia, la navigazione aerea, l’avionica.

L’importanza tattica e strategica dell’arma aerea viene sancita, come ricordato, il 28 marzo del 1923, con la costituzione della nuova forza armata, anche sull’onda modernista e bellicista del regime fascista, da poco al potere.

Coerentemente con il linguaggio e l’azione di tale regime totalitario e populista, ogni settore della vita del Paese viene enfatizzata e mitizzata, per rispondere ed essere coerente col disegno imperialista di Mussolini, nascondendo accuratamente l’arretratezza economica, militare e industriale della nazione e lo iato tra queste e le mire espansionistiche, come le avventure colonialiste in terra d’Africa e in Albania presto evidenzieranno.

Ma ci si illude con il successo di imprese aeree quali quella di Arturo Ferrarin, che nel 1920 vola fino a Tokio, o come le crociere intercontinentali di De Pinedo nel 1925, o le imprese artiche di Nobile nel 1928, o come infine con i raid collettivi di Italo Balbo. Ma anche con i record, ancor oggi imbattuto quello di Agello del 1934 per idro a pistoni. Tutte imprese di valore assoluto, umano, organizzativo, anche tecnico se vogliamo, che potevano alludere ad una Forza Aerea di valore assoluto.

Ma così non era e non poteva essere, per una nazione ancora sostanzialmente agricola, col PIL più basso dell’Europa occidentale dopo la Spagna. Vertici militari, non all’altezza, spesso totalmente asserviti al potere politico, non seppero trarre le necessarie lezioni da queste imprese, né dalla tragica palestra della guerra civile spagnola (contrariamente ai tedeschi), E dire che italiano fu quel Giulio Douhet che nel 1921 preconizzò l’importanza della superiorità aerea nei moderni scenari bellici.

Parimenti deficitario fu il supporto e l’azione propulsiva dell’industria, totalmente insufficiente nell’attività di ricerca e sviluppo, sia nel settore motoristico che in quello delle piattaforme, sempre colpevolmente indietro rispetto a tutte le altre nazioni mondiali di pari levatura. Infine Mussolini e i suoi accoliti, che non seppero andare oltre gli “otto milioni di baionette” e le discutibili uniformi di parata.

Con la vittoria del concorso NATO per un caccia leggero d’attacco da parte del Fiat G-91, alla fine degli anni 50 l’Italia entra nel novero dell’elite di costruttori di aerei militari.

Per quanto riguarda i motori continueremo a rivolgerci all’estero, troppo impegnative le risorse necessarie per fare da soli, ma la costruzione su licenza e la produzione di componentistica consentirà di acquisire un know how ancora oggi riconosciuto a livello internazionale.

Il boom economico degli anni 60 e il dividendo di pace del secondo dopoguerra porteranno a definire forze armate di dimensioni e dotazioni limitate, e la stessa “leva” (naja) avrà più una funzione sociale che strettamente militare. L’Aeronautica (AMI) dovrà accontentarsi di piccoli numeri, privilegiando macchine USA o nazionali, spesso con pesanti condizionamenti politicoindustriali.

L’Arma azzurra di oggi continua ad essere “snella”, pochi numeri, ma di elevata qualità, con sistemi d’arma moderni per attacchi di precisione, trinomio forse ora messo in crisi dalla crisi ucraina, che dimostra l’importanza ancora attuale di un cospicuo arsenale, in grado di reggere conflitti ad elevata intensità e di lunga durata. Ma dalla nostra ci sta l’appartenenza ad una NATO che complessivamente continua a detenere una capacità operativa seconda a nessuno.

100 anni di storia in chiaro scuro, comunque caratterizzati da dedizione ed elevatissime capacità professionali (vai p.e. alla voce astronauti AMI), perfettamente sintetizzati da quel fiore all’occhiello che è il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, le amatissime Frecce Tricolori».

Note

(1) Giuseppe Longo 2022, La Regia Aeronautica al 10 giugno 1940 (l’Italia entra in guerra), Cefalunews, 25 maggio.
(2) Giuseppe Longo 2023, 100 anni fa nasceva la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.), Cefalunews, 14 marzo.
(3) Regio decreto 28 marzo 1923, n. 615, concernente la costituzione della R. Aeronautica. Art. 1 – È costituita la R. aeronautica che comprende tutte le forze aeree militari del Regno e delle Colonie. Essa avrà una propria uniforme e propri distintivi di grado e specialità. Essa fa capo a tutti gli effetti al Commissariato per l’aeronautica. Il personale della R. aeronautica è soggetto alle disposizioni disciplinari e penali stabilite per i militari del R. esercito e della R. marina.
(4) L’aeronautica italiana una storia del Novecento, Paolo Ferrari.
(5) Donaldo Di Cristofalo, Geologo, già funzionario presso il Comune di Termini Imerese (PA), appassionato di storia militare e membro del “Comitato spontaneo per lo studio delle fortificazioni militari”.

Foto di copertina: Savoia Marchetti S-55. La crociera atlantica (Foto Ufficio Storico Aeronautica Militare) tratta dal sito, www.giornidistoria.net
Foto a corredo dell’articolo: Poster 2023 Frecce Tricolori, da www.aeronautica.difesa.it

Bibliografia e sitografia

Massimo Ferrari, Le ali del ventennio. L’aviazione italiana dal 1923 al 1945. Bilanci storiografici e prospettive di giudizio, Franco Angeli, 2005.
Paolo Ferrari, L’aeronautica italiana. Una storia del Novecento, Franco Angeli, 2005.
Giuseppe Longo 2022, Fu l’aereo che accolse Giuseppe Castellano il 31 luglio o il 2 settembre del ’43 ad essere immortalato in foto nel campo di volo di Termini Imerese?, Cefalunews, 3 febbraio.

Giuseppe Longo

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