19 Settembre 2024 di Redazione
La comunità di Cefalù si prepara a vivere con intensa partecipazione la Festa di San Pio, che si terrà il prossimo 23 settembre presso la piazzetta a lui dedicata in Via Antonello da Messina, nel quartiere Spinito. È qui, ai piedi della statua del frate stigmatizzato, che i fedeli si raduneranno per un momento di preghiera e di grazia.
Il programma liturgico prevede alle ore 17.30 la recita del Santo Rosario, cui seguirà alle ore 18.00 la Celebrazione Eucaristica presieduta dal parroco della comunità Spirito Santo, don Pietro Pirajno.
La festa, pur nella sua semplicità, si inserisce in un solco spirituale profondo, legato al carisma di San Pio da Pietrelcina, autentico testimone del mistero della Croce e della misericordia di Dio. In questa prospettiva, risuonano con particolare forza le parole di Papa Francesco, che ha descritto il santo cappuccino come “un servitore della misericordia, praticando, talvolta fino allo sfinimento, l’apostolato dell’ascolto”, fu “una carezza vivente del Padre” attraverso il ministero della Confessione, capace di sanare le ferite dell’anima e di ridonare la pace. Il segreto della sua instancabile carità stava nel continuo abbeverarsi alla fonte di Cristo Crocifisso. La sua esistenza, unita al mistero del dolore offerto per amore, ha trasformato la sua “piccola goccia” in un “grande fiume di misericordia” che ha irrigato il cuore di moltitudini, creando oasi di speranza e di vita.
La celebrazione cefaludese si pone dunque come un’occasione di rinnovata contemplazione teologica del carisma di San Pio: icona vivente di una Chiesa che si fa madre, che non giudica ma accoglie, che non teme la fragilità ma la trasfigura in offerta redentrice. Alla luce del Vangelo di Giovanni («avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine», Gv 13,1), la vita del santo di Pietrelcina diventa paradigma di una fede che non fugge dal dolore, ma lo trasforma in spazio di comunione con Cristo e di rigenerazione ecclesiale.
La festa allo Spinito, così, non è soltanto memoria devozionale, ma invito a riscoprire, nel cuore stesso della vita quotidiana, la sorgente inesauribile della misericordia divina.
















