Buon Natale da Cefalunews

Questa Natività, essenziale, sobria, scarna, ridotta all’indispensabile e al necessario, nasce da pochi tratti di matita colorata, da segni leggeri, delicati, quasi sussurrati. Eppure dentro c’è tutto. Tutto ciò che conta, che pesa, che resta. Tutto ciò che rimane quando il superfluo, l’eccesso, l’accumulo si fanno da parte.
Non l’apparenza, non l’ornamento, non la sovrabbondanza. Ma l’essenza, il nucleo, il cuore, il centro. E forse è proprio per questo che questa immagine parla subito, senza chiedere spiegazioni.

Il blu che avvolge Maria è il colore del silenzio, dell’attesa, della quiete, della sospensione. È il cielo che protegge e accoglie, il mare che custodisce e conserva, la profondità che avvolge senza stringere. È il colore della fiducia, dell’affidamento, della pazienza interiore. Il colore di chi accoglie senza clamore, di chi resta senza imporsi, di chi tiene insieme fragilità e forza, timore e speranza, dubbio e abbandono.

Il rosso caldo, terroso, bruno, quasi ferrigno, che disegna Giuseppe racconta una presenza discreta, silenziosa, composta. È la forza mite, la solidità umile, la stabilità che non fa rumore. È il colore della responsabilità, del lavoro quotidiano, delle mani che costruiscono, riparano, sostengono. È il passo che accompagna, che segue, che cammina accanto senza chiedere spazio, senza pretendere visibilità.

Il giallo della stella, chiaro, luminoso, dorato, leggero, non invade la scena e non la sovrasta. La orienta, la guida, la indirizza. È la luce che indica senza accecare, che illumina senza imporre, che suggerisce senza comandare. È una speranza silenziosa, discreta, sommessa. Una speranza che non fa rumore, non grida, non abbaglia e proprio per questo resta, dura, resiste nel tempo. Ed è lì che lo sguardo si ferma.

Il bianco che avvolge il Bambino non è vuoto, non è assenza, non è mancanza. È promessa, possibilità, apertura. È l’inizio, l’origine, il primo passo. È il futuro ancora aperto, non scritto, non deciso, tutto da accogliere, da custodire, da accompagnare.

Questa Natività non cerca lo stupore, non cerca l’effetto, non cerca la meraviglia facile. Invita piuttosto al raccoglimento, alla sosta, al silenzio, all’ascolto.
Ricorda che il Natale, forse, non è aggiungere altro, non è accumulare, non è moltiplicare. È togliere il superfluo, alleggerire, semplificare, spogliare per ritrovare il centro, il senso, l’essenziale.

Che questo Natale possa essere, per tutti, un ritorno a ciò che conta davvero: relazioni vere, sincere, autentiche; parole necessarie, misurate, giuste; gesti semplici, quotidiani, umani.

Buon Natale da Cefalunews.