Il carabiniere che ha scelto di restare: La Rosa va in congedo e fissa la residenza a Tusa

Ci sono carriere che finiscono con un trasferimento e un addio. E ce ne sono altre che finiscono con una scelta. Il Luogotenente C.S. Ignazio La Rosa, per diciotto anni in servizio alla Stazione Carabinieri di Tusa, ha lasciato l’Arma nel giugno scorso. Ma non ha lasciato il paese: ha deciso di stabilire qui la propria residenza. Ed è forse questo il dettaglio che più di ogni altro spiega il senso della cerimonia che si è svolta il 10 settembre nell’Aula Consiliare del Comune, nel Messinese.

Una seduta aperta e un’aula piena

Il Consiglio Comunale di Tusa si è riunito in seduta aperta, presieduta da Rosaria Piscitello, per conferire al Luogotenente La Rosa la Civica Benemerenza. La proposta era arrivata dal Sindaco Angelo Tudisca ed è stata approvata all’unanimità.

L’aula era gremita. C’erano le autorità militari, civili e religiose, le associazioni, i dipendenti comunali e tanti cittadini. Alla cerimonia era presente anche l’On. Rosario Crocetta. La motivazione del riconoscimento parla di “ammirevole attaccamento al dovere” e di una dedizione dimostrata “in tanti anni di onorato servizio” a tutela della legalità, della sicurezza dei cittadini e dei valori costituzionali, “dando lustro all’Arma dei Carabinieri e alla Comunità Tusana”.

Dal 2008 al 2026

Ignazio La Rosa è arrivato a Tusa il 13 giugno 2008. Il congedo è datato 22 giugno 2026. In mezzo ci sono diciotto anni di servizio in un piccolo centro, dove il carabiniere non è una figura lontana ma una persona che si incontra per strada, che si conosce per nome e a cui ci si rivolge nei momenti difficili.

Il Sindaco Tudisca lo ha detto con chiarezza: il lavoro quotidiano del Luogotenente, “spesso silenzioso e lontano dai riflettori”, ha rappresentato “il senso più alto dello Stato al servizio dei cittadini”. Insieme, ha ricordato, hanno affrontato “momenti complessi, sfide quotidiane e traguardi importanti per il territorio”, trovando in lui “non soltanto un rigoroso custode della legalità, ma un interlocutore attento, sensibile e sempre pronto all’ascolto”.

Il valore di restare

È il Sindaco stesso a sottolineare il gesto che dà un valore in più a questa storia. Nel ringraziare il Luogotenente per l’impegno profuso, gli ha rivolto “l’augurio di un sereno futuro” proprio “perché ha deciso di stabilire la residenza a Tusa”. Chi ha vissuto un paese per diciotto anni in divisa, in altre parole, ha scelto di continuare a viverlo da cittadino.

La Presidente del Consiglio Rosaria Piscitello, visibilmente commossa, ha spiegato che la Civica Benemerenza “non è un semplice atto formale”, ma “il gesto con cui una comunità dice grazie”. Essere carabiniere in un piccolo centro, ha aggiunto, “significa essere un punto di riferimento”, esserci “sempre, giorno e notte, nei momenti di difficoltà, con equilibrio, fermezza e rispetto per le persone”. La Rosa, secondo la Presidente, ha incarnato pienamente questo ideale, rappresentando l’Arma “nel suo senso più nobile: vicina alla gente, rigorosa con le regole, attenta agli ultimi”, con una fede convinta nel valore sociale dell’associazionismo. Per questo, ha concluso, “oggi non premiamo solo una carriera esemplare, premiamo un modo di essere”.

Applausi, targa e commozione

Parole di affetto e gratitudine sono arrivate anche dai due capigruppo consiliari, l’architetto Concetta Genovese e il geometra Arcangelo Serruto.

A chiudere i lavori è stato lo stesso Luogotenente La Rosa, commosso, che ha ringraziato l’Amministrazione, il Consiglio e tutta la cittadinanza per l’affetto, l’amicizia e la collaborazione ricevuti in diciotto anni di servizio. Poi la consegna della targa, tra gli applausi e le foto di rito.

Un uomo dello Stato che, finito il servizio, resta. Tusa, con questa cerimonia, ha voluto dirgli che è il benvenuto.