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Castelbuono, il comune con 28 ristoranti: intervista al sindaco

«Castelbuono si caratterizza sempre più come una località turistica, meta in tutti i periodi dell’anno di numerosissimi visitatori, che scelgono di trascorrere le proprie vacanze, dei fine settimana o delle singole giornate nel nostro paese. Gli elogi che riceviamo sono sempre innumerevoli, ciò testimonia che il soggiorno risulta gradevole sotto ogni punto di vista». Lo afferma il sindaco di Castelbuono, Antonio Tumminello, che abbiamo intervistato.

Cosa offre Castelbuono di particolare ai turisti?
Molti sono i motivi che spingono la gente a venire a Castelbuono dalle bellezze artistiche, monumentali, storiche, paesaggistiche insite nel nostro territorio, alle importanti realtà museali che sono state costituite e sono cresciute in modo esponenziale negli ultimi anni, grazie al lavoro costante ed intelligente della rispettiva dirigenza. Il clima mite, il calore e l’accoglienza della nostra comunità, l’eccellenza dei prodotti enogastronomici dei nostri ristoratori che nulla lasciano al caso, sono ulteriori motivi che attirano i turisti a venire a  Castelbuono. A tutto ciò va aggiunta l’attenta programmazione culturale che l’Amministrazione pone in essere ogni anno, che certamente assume un ruolo fondamentale per attirare di volta in volta i turisti, i quali sono alla ricerca di angoli incantevoli, ricchi di arte e cultura, ma che non disdegnano di privilegiare luoghi dove ci si possa anche divertire.

Quali sono gli appuntamenti più importanti di richiamo turistico per Castelbuono.
Il nostro Comune offre un programma culturale di altissimo livello, che impegna sia sotto il profilo economico, che logistico-organizzativo la nostra Amministrazione. Moltissime sono, infatti, le manifestazioni che nel tempo si sono consolidate, quali Ypsigrock, Jazz Festival, Paese DiVino, l’Infiorata, il Giro Internazionale Podistico di Castelbuono, la Festa di Sant’Anna, le rassegne teatrali dedicate ai piccoli e agli adulti, quali Castelbuono è una favola, i convegni, le presentazioni di libri, le esposizioni e le varie Mostre che si svolgono a Castelbuono e che riscuotano tanto successo e presenza di pubblico proveniente da ogni dove. Tante sono anche le manifestazioni enogastronomiche organizzate in vari periodi dell’anno, grazie anche alla preziosa collaborazione delle associazioni locali, dei ristoratori e dei tanti volontari che per amore del loro paese si dedicano alla buona riuscita di tali eventi, nella consapevolezza che la qualità e le eccellenze  premiano sempre, quali La Cena sotto le Stelle, Un piatto da ricordare, il I Maggio alla siciliana, San Giovanni, La Sagra della Testa di Turco.

Come vive il fenomeno turistico la comunità castelbuonese?
Certamente il richiamo turistico comporta dei sacrifici anche per i nostri concittadini, dall’isola pedonale, alla riorganizzazione del traffico, al sovraffollamento del centro storico, ai parcheggi, ciò non di meno, la gente vive gli eventi con entusiasmo e partecipazione, consapevole che è un arricchimento per tutti, non soltanto in termini economici. Gli effetti positivi che portano questi eventi sono riconosciuti dall’intera comunità. Infatti le attività di ristorazione, i bar con la liberalizzazione degli orari, gli alberghi, i b&b, le attività commerciali ed artigianali in genere ne traggono notevoli benefici. Non è un caso se a Castelbuono ci sono ben 28 attività di ristorazione.

La settimana scorsa la vostra comunità ha organizzato il Funghi fest e le strade si sono riempite di visitatori. Qual è il bilancio su questa manifestazione?
In merito, infine, all’iniziativa “Funghi Fest”, e non “Castelbuono Funghi Festival”, che si è  svolta a Castelbuono dal 21 al 23 Ottobre e che si svolge nell’ultima decade del mese di Ottobre ormai da dieci anni, organizzata dall’Associazione Promomadonie in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, che sorprende per i numeri delle presenze che si attestano in diverse migliaia, con un  bilancio certamente positivo, mi chiedo come si possa criticare un tale successo. Personalmente mi appare alquanto pretestuoso e per certi versi anche offensivo nei confronti non tanto dell’organizzazione e dell’Amministrazione, ma della nostra intera comunità, fare riferimento in articoli pubblici a casi di attività commerciali assolutamente non rilevanti né caratterizzanti.

Cosa è cambiato a Castelbuono durante la sua sindacatura?
Castelbuono in questi anni di mia amministrazione, malgrado le evidenti difficoltà economiche che hanno vissuto e continuano a vivere tutti i Comuni e per certi versi molti di noi, ha fatto molti passi avanti sia dal punto di vista sociale che culturale, frutto certamente di un lavoro sinergico con le nostre Istituzioni Museali (Museo Civico, Museo Minà Palumbo, Centro Polis), la Biblioteca, la Pro-loco e le numerose associazioni di volontariato ed enti no-profit, che ha permesso di far tutto con poco. Un  lavoro impegnativo per chi amministra, ma allo stesso tempo entusiasmante, capace di segnare un tratto di distinzione con quanto la politica ha fatto in passato. Ecco perché appare alquanto distante dall’attualità questo genere di interventi fatto dal Consigliere Cicero e  volto a distruggere più che a costruire l’immagine di Castelbuono. Ma è di tutta evidenza che le ragioni non sono più da ricercare nell’interesse per la nostra comunità, bensì in altro. Castelbuono, grazie ai Castelbuonesi, è e resta uno dei più bei posti dove vivere a prescindere, come è sotto gli occhi di tutti, dal Sindaco di turno.