Paolo Balsamo e la Costituzione Siciliana del 1812

In occasione della celebrazione del bicentenario della Costituzione Siciliana (1812-2012) la figura dell’abate termitano Paolo Balsamo (1764 -1816) economista di fama internazionale avrebbe meritato una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, in modo da farla uscire dalla stretta cerchia di studiosi che si sono occupati delle sue opere, al fine di farla conoscere anche al grande pubblico. Il Balsamo, fu incaricato di redigere la nuova Costituzione Siciliana approvata il 20 giugno 1812. Il nuovo progetto di costituzione siciliana, si prefiggeva di fare da ponte tra le tradizionali legislazioni isolane e la legislazione di stampo inglese. Il nuovo ordinamento giuridico modificò la precedente composizione parlamentare, sicché i tre bracci o rami, Feudale, Ecclesiastico e Demaniale si ridussero a due: la Camera dei Pari (Nobili) e quella dei Comuni (i rappresentanti delle comunità locali). La nuova Costituzione inoltre apportò una modifica “geografica”, l’abolizione della precedente suddivisione amministrativa, ordinata nelle tre valli: Mazara, Noto, e Valdemone e creando al loro posto ventitré distretti.

Da “Corso di Agricoltura Teorico-Pratica”. Opera Postuma di Paolo Balsamo, Palermo 1851

A Firenze frequentò la celeberrima Accademia dei Georgofili, la massima istituzione per lo studio dell’Agricoltura in Italia. Tornato in Sicilia, si dedicò all’applicazione delle nuove metodologie apprese all’estero e in Italia. 

Inoltre fu uno studioso ben noto anche all’estero, tanto che alcune sue opere ebbero traduzioni in varie lingue. 

Foto di copertina di Paolo Balsamo, per gentile concessione del Gen. B. (ris) Mario Piraino

Referenze fotografiche: Francesco La Mantia. Ph. Corso di Agricoltura Teorico-Pratica. Opera Postuma di Paolo Balsamo, Palermo 1851.

Giuseppe Longo
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@longo redazione

 

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