Ci sono storie che si raccontano con le parole e storie che hanno bisogno anche delle immagini. Quella dei pescatori di Cefalù che il 1° marzo 1951 sfidarono la tempesta per salvare i pescatori dell’Arenella, con un bambino a bordo, è una di queste. Nel romanzo «Tredici» di Mario Macaluso, disponibile su Amazon, la vicenda scorre su due binari: il testo e 36 disegni a china che accompagnano il lettore dal porto al mare aperto, fino al ritorno a terra.
Un libro che si legge e si guarda
La scelta dei disegni non è un semplice abbellimento. La china è una tecnica essenziale: solo il nero dell’inchiostro e il bianco della carta, senza colori e senza sfumature facili. È il linguaggio giusto per una storia di uomini semplici, di barche di legno e di mare grosso. Ogni tavola fissa un momento della vicenda e lo consegna alla memoria di chi legge.
Il risultato è un libro che si può sfogliare anche solo guardando le immagini, per poi tornare alle pagine scritte con un’idea più viva di ciò che accadde. Un racconto a due voci, quella della penna e quella del disegno, che si rafforzano a vicenda.
La storia dei pescatori di Cefalù
Il 1° marzo 1951 il mare davanti alla costa era in tempesta. Una barca di pescatori dell’Arenella, la borgata marinara di Palermo, era finita alla deriva. Sette pescatori di Cefalù decisero di uscire lo stesso, consapevoli del rischio, per salvare uomini che non conoscevano. Lo fecero perché in mare chi è in pericolo si aiuta, sempre.
Il titolo del romanzo, «Tredici», racchiude il senso di quella giornata: vite diverse che il mare mette sulla stessa rotta e che da quel momento restano legate per sempre.
Un romanzo per tutte le età
Proprio grazie ai disegni, «Tredici» è un libro capace di parlare a lettori diversi. Gli adulti ci ritroveranno la Cefalù del dopoguerra, il porto vecchio, la fatica di una comunità che viveva di pesca. I più giovani potranno avvicinarsi a una storia vera della propria terra attraverso le immagini, scoprendo che gli eroi non sono soltanto quelli dei film.
È anche un libro adatto alle scuole: la vicenda dei pescatori di Cefalù offre l’occasione per parlare di coraggio, di solidarietà e di memoria del territorio, temi che a volte nei libri di storia trovano poco spazio.
Ridare a Cefalù la sua anima
Per l’autore, raccontare questa storia significa restituire a Cefalù la sua vera anima. La città è famosa nel mondo per il Duomo normanno, la Rocca e le spiagge, ma la sua ricchezza più grande sono le persone. Uomini e donne che, ieri come oggi, danno tutto per la comunità senza chiedere nulla in cambio e quasi mai finiscono sotto i riflettori.
I pescatori di Cefalù del 1951 sono il simbolo di questa generosità silenziosa. Non cercavano gloria, non pensavano a una ricompensa. Hanno fatto quello che ritenevano giusto, e lo hanno fatto mettendo in gioco la propria vita.
Un regalo che racconta la Sicilia
Con l’avvicinarsi delle feste, «Tredici» può diventare anche un’idea regalo diversa dal solito: per chi è di Cefalù e vuole conservare una pagina della sua storia, per chi vive lontano e sente nostalgia del proprio mare, per chi ama la Sicilia e le sue storie vere. Un libro da tenere in casa, da sfogliare e da passare di mano in mano, come si faceva un tempo con i racconti dei nonni.
Il romanzo
TREDICI
di Mario Macaluso
La storia vera dei pescatori di Cefalù che il 1° marzo 1951 sfidarono la tempesta per salvare chi era alla deriva. Con 36 disegni a china.
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